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IL TERRA il terra serve a frenare e fermare di colpo il cane in qualsiasi azione di caccia. Ad esempio quando il cane, insensibile ai richiami, rincorre i volatili al frullo o la lepre allo schizzo andando lontano. Queste gravi scorrettezze sono considerate nelle gare classiche e di caccia pratica imperdonabili errori che comportano l'eliminazione immediata del concorrente. Pertanto, sia in caccia che nelle prove sul terreno, il «terra» è indispensabile per frenare e fermare il soggetto ottenendo l'obbedienza assoluta a qualsiasi distanza ed in qualsiasi situazione, inchiodandolo, con un secco comando, a terra ove rimarrà per il tempo che a voi piacerà, pronto a scattare al vostro ordine. Per insegnarlo vi tanti metodi, quello più facile è il seguente: quando il cucciolo ha fame, prendere una leccornia(il suo cibo preferito) tenendola nel pugno chiuso, facendogliela annusare e appoggiando quindi il pugno a terra. Il cane cercherà di forzare col muso la mano per prendere il cibo e abbasserà la testa raso terra. Con l'altra mano spingerlo allora sul dorso ordinando «terra» «terra» fino a che lo avrà eseguito accovacciandosi aprire allora la mano e concedergli il premio. Dopo qualche lezioni, al comando, eseguirà il «terra» spontaneamente per avere la ricompensa. Tale esercizio va eseguito circa 10,15 volte nell'arco della giornata, ma non consecutivamente, affinché non diventi una coercizione che annoia e avvilisce il cane. Di seguito ordinare il «terra» mettendogli, se non obbedisce prontamente, una mano sul dorso e ponendogli la leccornia a un palmo dal muso. Se tenterà di afferrarla subito si costringerà al «terra» ordinandolo ripetutamente e trattenendolo, poi si darà il via e si lascerà libero di impossessarsene. Progressivamente porre il cibo sempre più lontano, ordinare il «terra» poi il «via», se partirà prima del comando riportatelo nella posizione di partenza e obbligatelo a eseguire l'ordine(tutto cio senza sgridarlo o picchiarlo,sgridarlo o picchiarlo renderebbe le cose ancora le cose piu difficili,il cane potrebbe iniziare ad avere paura di voi stessi ). In breve comprenderà che non può sottrarsi al volere dell'istruttore e lo seguirà prontamente e di suo spontanea volontà. Fateglielo eseguire molto piu spesso mentre cammina in casa, in cortile, in campagna, sempre davanti alla zuppa e gradatamente più lontano. Quando si sarà perfettamente abituato non occorrerà più il premio ed allora abbinare al comando «terra» un trillo prolungato di fischietto alzando la mano bene in alto quale ordine di arresto; successivamente, quando si vuoi lanciare il cane, si darà il comando «via» e tre brevi trilli di fischietto allungando la mano per indicare la direzione voluta e correndo per breve tratto in tale senso. Il fischietto servirà cosi per ordinare a distanza il «terra» e il «via» facendo il segno con la mano, quando la voce non arriva, così il cane comprenderà egualmente tali comandi. Con questo esercizio, ripetuto alcune volte al giorno, si otterrà un «terra» immediato a qualsiasi distanza che il cane eseguirà con automatica precisione al comando, anche semplicemente alzando la mano. Starà così completamente ai vostri ordini.
IL RIPORTO fare un fagotto cilindrico, più grosso di un pugno, con una pelle di coniglio disseccata o, in mancanza, di ritagli di tela (non di lana o di stoffe ruvide non gradite in bocca) e fatto eseguire il «terra» al cucciolo, gettarlo lontano qualche metro. Il cane dimostrerà la sua impazienza e potrà anche partire subito, ma voi lo riporterete al suo posto costringendolo al «terra», poi gli darete il «via». Esso si lancerà velocemente sulla palla e nel momento in cui lo prenderà in bocca, voi gli ordinerete ripetutemente «porta», «porta» sempre però retrocedendo, mai avanzando verso il cane, per indurlo a venire da voi. Questo è molto importante perché il cucciolo per le prime volte, abitualmente, corre all'impazzata con la palla in bocca per giocare e se voi gli andate incontro per farvela consegnare, egli si allontanerà, mentre se invece voi retrocedete, essendo abituato ad accorrere prontamente al vostro richiamo, sarà indotto a venire subito da voi. Quando vi sarà vicino mettetegli una mano sotto la gola, perché non abbandoni la palla subito, fatelo sedere sul posteriore premendogli con l'altra mano la groppa; accarezzarlo, poi togliergli la palla ordinando «dà», «dà», quindi festeggiarlo. IL RIPORTO FORZATO tante volte accade che il cucciolone non riporta o abbandona la palla mentre invece riporta ottimamente la selvaggina; in pochi casi non riporta affatto ed allora occorre insegnargli il «riporto forzato» che consiste nel far sedere sul posteriore il cucciolone, aprirgli la bocca ponendogli il fagotto fra i denti e facendoglielo trattenere il più possibile, ma naturalmente il cane si rifiuterà e lo lascerà cadere per cui necessita ripetere l'esercizio molte volte consecutivamente per molti giorni e con grande pazienza. I primi progressi consisteranno nel vedere il cucciolone tenere un attimo la palla fra i denti e poi sempre di più. Verrà il momento in cui la tratterrà a piacere dell'addestratore. A tale punto gli si porrà il guinzaglio per farsi seguire con la palla in bocca, se la lascerà cadere rimettergliela sgridandolo e ripetere tale esercizio fino a che la tratterrà a vostra volontà seguendovi alle calcagna. Infine sarà gettata a brevissima distanza, il cane andrà a prenderla e, per effetto dei due precedenti insegnamenti (trattenere la palla e seguire con la stessa in bocca) al comando «porta» eseguirà ritornando e si siederà trattenendo la palla fino all'ordine di consegnarla. Vi assicuro che il «riporto forzato» trattandosi di un riporto fissato per coercizione ed eseguito quindi poi per abitudine, verrà effettuato senza indugio, costantemente, senza incertezze o rifiuti e in qualsiasi circostanza. Sarà insomma un riporto perfetto
Bene adesso si tratta di verificare se tutto il lavoro fatto serve per reperire e riportare qualcosa che il cane non ha in bocca ma si trova nascosta tra la vegetazione. Scegliete una giornata con poco vento, andate in campagna e nascondete il logoro nella vegetazione bassa. Dopo aver fatto girare il cane per qualche minuto portatevi nelle vicinanze del nascondiglio con il vento di fronte. Quando il cane dimostrerà di avvertire l’odore del logoro che conosce bene, lodatelo e pronunciate la parola “porta”. Se tutto è andato bene il cane abboccherà il logoro e correrà a portarvelo. Evviva. D’ora in poi basterà procurargli esperienze diverse, anche con oggetti i più svariati, e potranno comparire le prime piume di selvatico a rivestire gli oggetti, ed il cane si abituerà al vostro ordine “porta” a cercare per trovare qualcosa da portarvi,quando gli darete quel comando siate certi che il cane possa trovare qualcosa: un oggetto conosciuto prima, ed un selvatico poi. Ricompensatelo sempre. Anche una carezza ed una lode sono una ricompensa! la cerca Se la stagione sarà bella potrete iniziare a vedere se dimostra interesse per la selvaggina vera e propria Procuratevi una quaglia da volo, cioè di piccole dimensioni, alla quale toglierete qualche penna, chè più che volare lontano dovrebbe fare piccoli voli davanti al cucciolo, portatevi in campagna dove ci sia un terreno incolto o dei rovi e, dopo averla fatta annusare al cucciolo per fargliela conoscere, senza che se ne accorga introducetela nel folto, siano erbe o rovi. Passando vicino alla quaglia a buon vento dovreste notare che il cucciolo avverte l’emanazione e si impegna per trovarne la fonte. Incitatelo ed incoraggiatelo e vedrete che presto la quaglia volerà via per andarsi a rimettere poco lontano. Marcate bene il punto di rimessa e portateci ancora il cucciolo. Potrà capitare di non ritrovarla. Non preoccupatevi, il “ghiaccio è comunque rotto”. Se invece la ritroverà meglio ancora e se riuscirà ad abboccarla e la riporterà, come gli avete insegnato, sarete al settimo cielo. E non sarà stato per caso che questo sia successo. Continuate con questi esercizi, senza però stressare il cane, cambiate terreni: pianura, collina, bosco, palude; cambiate selvatici cercando di procurarvi quelli che maggiormente il cane dovrà poi cacciare. Curate sempre che il cucciolone trovi gli animali nello “sporco”. Se il cucciolo invece non avrà ancora dimostrato nessun interesse per le cose sopra descritte conviene non insistere e rimandare di qualche mese aspettando la maturazione, continuando però con gli esercizi “il terra,il riporto e cosi via dicendo”. Ogni tanto riprovare a portarlo in campagna e fargli incontrare una quaglia od altro e verificare la passione. Quando incomincia ad appassionarsi possiamo procedere come già detto e riprendere poi l’addestramento normale. Se tutto sarà proceduto per il meglio il cucciolone dovrebbe essere arrivato a otto/nove mesi di età,liberandolo in campagna continuerà a cercare pronto ai vostri richiami ed alle vostre indicazioni. Gli avrete fatto conoscere anche altri selvatici relativi alla vostra tipologia di caccia e trovandoli avrà dimostrato molto interesse. E’ giunta l’ora di fargli sentire lo sparo. LO SPARO Abituato il cucciolone gradatamente a tutti i rumori, come in precedenza, l'addestratore si procurerà una pistola a salve con la detonazione pari a una vera e durante le passeggiate in campagna, quando l'allievo si sarà abituato ad allontanarsi nella cerca, farà sparare un colpo dall'aiutante allorché il cane sarà distante, studiandone il comportamento e accarezzandolo con noncuranza se ritorna. Avrà così modo i regolarsi e procedere secondo la reazione. Prima di tutto non si dovranno sparare molti colpi consecutivamente che potrebbero impressionare il cane, ma pochi e a lunghi intervalli, non più di due o tre per uscita, tenendo sempre la pistola nascosta, affinché non si accorga chi è stato a sparare, perché potrebbe poi farsi riguardo di avvicinarlo. Questo esercizio deve essere eseguito con molta pazienza specialmente se il cane, molto sensibile, dà segno al primo sparo di timore. In tal caso si dovranno iniziare gli spari da molto lontano e procedere con calma e saltuariamente in modo che il cane possa abituarsi piano, plano. Ottima cosa, per chi ne ha la possibilità, è di recarsi con l'ausiliare nelle vicinanze del campo di tiro a volo e passeggiare con il cane al guinzaglio, rincuorandolo con carezze, se occorre, avvicinandosi poi progressivamente. Dopo questi addestramenti preliminari che porteranno il soggetto a non temere lo sparo, si procederà come segue sul selvatico. Ho già detto e ripeto che per nessuno motivo, anche se il cane non teme il colpo di fucile, si deve sparare al selvatico che frulla alle prime ferme in cui si lascerà libero il cane di rincorrere perché prenda passione. Quando l'allievo, dopo varie lezioni, sarà diventato un ottimo cercatore e mentre al frullo, fremente di passione, rincorrerà a fondo, si farà sparare dall'aiutante un colpo di pistola alla distanza di metri 15 circa. Il cane quasi certamente continuerà la rincorsa noncurante ed allora, nelle lezioni successive, il colpo sarà sparato a distanza gradatamente ravvicinata, poi la pistola sarà sostituita dal fucile con una cartuccia a mezza carica. Infine sparare e uccidere la quaglia o starna al frullo dopo cerca, così il cane in rincorsa, vedendola cadere, l'abboccherà e riporterà festosamente al comando "porta, porta" Il nostro allievo sarà così diplomato e dovrà perfezionarsi con una stagione di caccia. E' logico che i predetti consigli devono essere messi in pratica più o meno rigorosamente secondo il temperamento, la sensibilità e le reazioni del soggetto da addestrare, comunque il procedere gradatamente, senza fretta, è garanzia di sicura riuscita.
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