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DEFINIZIONE CLASSICA DI FALCONERIA


La
definizione classica del termine falconeria è “il catturare prede nel
loro ambiente naturale per mezzo di rapaci addestrati”. Praticamente è
quello che il rapace farebbe in natura. L’unica differenza tra un rapace
da falconeria ed un rapace selvatico è che il primo ha imparato ad
accettare il falconiere come un suo collaboratore nella caccia. Il
falconiere non insegna al rapace né a cacciare né a uccidere né a volare,
queste sono tutte cose che il rapace fa già per suo istinto e sono
scritte nel suo DNA. Bensì il falconiere si limita ad insegnare al
rapace a stare con l’uomo rispondendo ai suoi richiami, e dà al rapace
la possibilità di fare esperienza e plasmare con l’esperienza la sua
tecnica di caccia e le sue performances di volo. Il falconiere è,
inizialmente come un genitore per il suo falco e successivamente come
una specie di “cane da caccia” che stana le prede per il falco. E’
responsabilità del falconiere trovare terreni idonei e con prede idonee
al suo rapace. La falconeria vera non è il solo tenere un rapace in
cattività, è compito del falconiere quello di far volare libero
l’animale e permettergli di cacciare nelle migliori condizioni (anche di
sicurezza!). Come vedremo in seguito infatti gli unici due modi (legali
ed eticamente corretti) in cui l'uomo può tenere rapaci in cattività
sono o di addestrarli e quindi farli volare liberi oppure di usarli per
riproduzione (e quindi in coppie).
La
falconeria moderna possiede varie sfaccettature per cui alla figura del
falconiere classico che pratica la caccia col falco si sono aggiunte
anche altre figure di falconieri (il professionista per esempio oppure
il falconiere non cacciatore).


La
falconeria classica è definita come "l'arte di addestrare i rapaci
nobili allo scopo di cacciare prede selvatiche". Questa è la disciplina
che richiede più tempo, più spese, più impegno, ma forse, anche, quella
che da più soddisfazioni. A sua volta la caccia con i rapaci addestrati
si distingue in varie categorie sia in funzione delle prede sia 1) in
funzione del rapace utilizzato e sia 2) in funzione delle prede o 3) in
funzione dell'ambiente:
1)
Classificazione in base ai rapaci usati per la caccia:
a)
Caccia d’alto volo: vengono utilizzati i Falchi di grossa taglia (Pellegrini,
Lanari, Sacri, Girfalchi, Ibridi ecc)
b)
Caccia di basso volo: praticata soprattutto con gli Accipiter (Astore,
Sparviere per es).
c)
Caccia con le Poiane: come la poiana di Harris, la Poiana Codarossa ecc
d)
Caccia con i piccoli Falchi: come ad esempio il Gheppio comune, il
Gheppio americano o lo Smeriglio
e)
Caccia con le Aquile
d)
Altri tipi: caccia con i gufi reali per es.
2)
Classificazione in base alle prede:
1)
Fagiani e starne
2)
Anatre
3)
Corvidi
4)
Pelo (Lepri, Conigli, Minilepri)
5)
Piccoli Passeriformi
Ogni
tipo di preda può essere cacciata con vari tipi di rapace in funzione
dell’ambiente. Per es. il fagiano in bosco può essere cacciato con
l’Astore (Basso volo) e in radure aperte può essere cacciato con il
Pellegrino (Alto volo).
Le
Aquile non vengono usate a caccia, almeno in Italia, perché il loro uso
venatorio è troppo complicato a causa delle restrizioni legislative e
delle prede proibitive (volpi e grossi ungulati). La caccia di basso
volo è sicuramente la più soddisfacente, in essa il rapace viene usato
come un proiettile “intelligente” cioè che insegue la preda ovunque essa
vada. I rapaci classici impiegati in questo tipo di caccia sono quelli
tipici dei boschi, gli Accipiter, ali corte e coda lunga per manovrare
agevolmente tra la vegetazione (Astore e Sparviere) ma possono essere
usati anche il gheppio americano, il gheppio comune, lo smeriglio ed
ibridi con lo smeriglio. Essa è dunque una caccia di inseguimento. Si
cammina in cerca della preda, e in questo caso l’ausilio del cane è
indispensabile, e una volta avuto il contatto e individuata la preda,
che a sua volta avrà individuato noi e quindi sarà in fuga, si lancia il
rapace in inseguimento. Per grosse prede quali conigli, lepri, fagiani e
starne si usa l’Astore, per prede più piccole come le quaglie o i
piccoli passeriformi si usa lo sparviere oppure lo smeriglio. Alla
caccia vera e propria con i rapaci di solito si avvicinano persone che
sono già cacciatori e quindi si trovano meglio con la caccia di basso
volo. La caccia di alto volo invece consiste nel lanciare prima il falco
in volo e successivamente dedicarsi alla ricerca della preda. E’ da
notare che il falco non può stare in volo troppo tempo (più di mezzora)
e dunque è importante, per questo tipo di caccia avere a disposizione
zone ricche di selvaggina, zone che consentano di trovare in breve tempo
la preda e involarla per farla abbattere dal falco. Gli accipiter nella
caccia d’alto volo non possono essere utilizzati perché non hanno la
struttura idonea a rimanere in alto volo per così tanto tempo. I falchi
sono i migliori per questo utilizzo. Poiane ed aquile possono
volteggiare anche per più tempo rispetto ai falchi ma le loro picchiate
lasciano a desiderare e dunque non sono idonee all’abbattimento in volo
della selvaggina pennuta. Una forma intermedia di caccia è la caccia ai
Corvidi (cornacchie, gazze), che può essere effettuata sia con Astore e
Sparviere, sia con falchi (di solito ibridi). E’ una forma intermedia
molto interessante perché queste prede (i corvidi) sono oggi abbondanti
ovunque e perché anche a livello legislativo si hanno pochissime
restrizioni nella pratica di questo particolare tipo di caccia. Dunque
la caccia ai corvidi è un’ottima alternativa sebbene impegnativa ma
sicuramente più che eccitante per chi non ha la possibilità di recarsi a
caccia in zone ricche di selvaggina “pregiata” cioè da carne (fagiani,
lepri ecc.). Infine abbiamo la caccia con le poiane. La poiana più
utilizzata è quella di Harris (Parabuteo unicinctus). E’ una specie
americana che negli ultimi anni ha avuto una esplosione come rapace da
falconeria. Ma possono essere utilizzate con successo anche altre specie
di poiane (codarossa, ferruginosa, comune) sebbene l’harris sia la
specie più indicata. La tecnica di caccia delle Poiane è un intermedio
tra il basso e l’alto volo, cacciano in appostamento e poi inseguono la
preda, l’appostamento può anche essere “aereo” cioè il rapace volteggia
(sfruttando l’ampia apertura alare) in attesa di scovare della
selvaggina. Alcuni falconieri dicono che gli Harris sono ottimi
cacciatori altri invece negano. Per la poca esperienza che io ho con
questo rapace, posso dire che avendoli visti cacciare sono animali molto
lenti involo e dunque poco idonei a cacciare selvaggina veloce in
inseguimento. Il loro punto forte è l’agguato e l’intelligenza. Sono
predatori eclettici in grado di catturare virtualmente qualsiasi tipo di
preda (ho visto catturare nutrie, serpenti, carassi!) ma proprio per
questa loro eterogeneità sono poco idonei a caccia a della selvaggina
specifica quali i fagiani (che è meglio far catturare agli astori in
bosco e ai falchi nelle radure).
Ultime
due importantissime considerazioni da fare: il porto d’armi ed il cane.
Essendo il falco considerato un arma da caccia dall’attuale legge 157
italiana, è necessario avere il porto d’armi e la licenza di caccia per
andare a caccia con i rapaci. Questo un importante fattore da
considerare sia per il tempo che ci vuole per ottenere questi documenti,
sia per la spesa ( un paio di milioni) sia per eventuali problemi dovuti
all’impossibilità di prendere il porto d’armi (per es. per obiettori di
coscienza ecc.). Il cane infine: praticamente un cacciatore che si
rispetti non può non avere il cane, anche perché senza questo
fondamentale ausiliare non si riuscirebbe a scovare la selvaggina. L’uso
del cane è dunque necessario ed irrinunciabile! Gli unici 3 tipi di
caccia praticabili senza cane sono: caccia con l’harris a selvaggina
varia (quello che l’harris stesso riesce a trovare), caccia ai corvidi e
caccia con sparviere o smeriglio a piccoli passeriformi. Ma i risultati
sono comunque scarsi se si ambisce a selvaggina di valore come fagiani,
starne, lepri o quaglie.

Come
detto in precedenza la falconeria alternativa riguarda tutta una serie
di tecniche che mirano a dare la possibilità di praticare la falconeria
anche in condizioni classicamente non idonee. Intanto non si va a caccia
e dunque non è necessario né il porto d’armi né la licenza di caccia, nè
tanto meno i cani. E questo è un grosso vantaggio. Sono varie le forme
che può assumere questo tipo di falconeria. Si va dai semplici voli al
logoro al volo al pallone aerostatico o all’aquilone e alle passeggiate
per campi e prati con rapaci liberi al seguito e successivi richiami a
pugno e logoro. Il tutto senza l’uso di prede vive e senza atteggiamenti
venatori. Il volo con i gufi (guferia) rientra in questa categoria
sebbene si tratti di rapaci notturni e non diurni. Vediamo nel dettaglio
le varie tipologie:
1) Voli
al logoro:
Il logoro può essere usato in vari modi in base al rapace utilizzato.
Può essere utilizzato al “traino” nel caso di aquile, poiane e rapaci
notturni di grossa mole, ed in questo caso va ad assomigliare ad una
lepre o coniglio. Può essere utilizzato facendolo roteare in aria invece
per i falconi che lo inseguono appunto in volo (le così dette “passate
al logoro”). In entrambi i modi, comunque il volo al logoro è
spettacolare (per questo è molto usato negli spettacoli di falconeria).
2) Volo
al pallone e all’aquilone:
Il
meccanismo di base è uguale per entrambi, cambia solo il mezzo aereo.
Viene sospeso in aria un boccone di carne, ad altezze variabili (col
pallone fino anche a 300 mt di altezza, con l’aquilone un po’ meno) e si
addestra il falco ad andare a prendere il boccone fin lassù. Anche
questo tipo di volo è spettacolare e di grande soddisfazione per il
falconiere. Da notare che sia i voli al logoro che quelli a pallone o
aquilone richiedono piccoli spazi per essere eseguiti e questo è un
grosso vantaggio per chi non possiede a tiro zone idonee di volo. I
rapaci più utilizzati sono i Falchi e loro ibridi
3) Le
passeggiate con rapaci liberi al seguito
infine, simulano una azione di caccia, ma non si fa caccia vera. Per
questa attività si possono usare tutti tipi di rapaci, tra i quali ci
sarà chi vi verrà appresso da ramo a ramo come i gufi o con piccoli
svolazzi anche gli Harris ma anche i falconi possono essere addestrati a
seguire il falconiere in volo (volo d'attesa) e poi essere richiamati al
pugno o al logoro.
Le
tecniche alternative di falconeria, in conclusione offrono ampie
possibilità di pratica nelle condizioni più disparate permettendo di
fare falconeria sempre e ovunque. Ma anch’esse, comunque, richiedono un
certo impegno di tempo, soldi e spazio, fattori che verranno di seguito
analizzati.

Oggi il
falconiere non è più solo un appassionato che pratica questa arte nel
tempo libero. Il falconiere è divenuto una figura professionale di tutto
rispetto e a tutti gli effetti. Le applicazioni della falconeria a
livello professionale (dunque con un ricavo economico) sono
principalmente 2 che descriveremo di seguito:
1)
Bird-control:
Molti
studi scientifici hanno dimostrato che i rapaci addestrati sono una
delle migliori tecniche per allontanare gli uccelli nocivi dalle aree da
essi disturbate quali aeroporti, discariche, monumenti urbani ecc. Al
giorno d'oggi ci sono decine di falconieri in tutto il mondo che
praticano il bird-control a mezzo falchi come professione e anche le
autorità sembrano molto più disponibili da questo punto di vista.
Praticare il bird-control, però, non è così facile. E' necessario
possedere diversi anni di esperienza prima di potersi dedicare a questa
disciplina; vengono infatti utilizzate diverse specie di rapaci per
poter affrontare tutte le situazioni che si possono presentare: si usano
gli Harris per lavorare in ambienti molto ristretti e ostici, si usano
gli Astori per allontanare volatili di grossa dimensione, e i falconi
per liberare i cieli o fare il "grosso" del lavoro di allontanamento.
2)
Spettacoli e didattica:
Anche
l'uso dei rapaci per gli spettacoli e la didattica è sempre più
richiesto negli ultimi anni, ed anche in questo caso ci sono centinaia
di falconieri in tutto il mondo che vivono lavorando esclusivamente in
questo campo. Come per il bird-control anche l'uso dei rapaci per
spettacoli non è così semplice, e al falconiere sono richiesti diversi
anni di esperienza. Anche in questo caso il falconiere che lavora con
gli spettacoli deve essere preparato a gestire più rapaci di diverse
specie, dai gufi alle Aquile ai Falchi.

Ottima
alternativa ai rapaci diurni sono i rapaci notturni. E i motivi sono
tanti. Vi prego durante la lettura del manuale di non saltare a piè pari
il contenuto di questo capitolo, perché forse è proprio quello che fa al
caso vostro. Negli ultimi anni, infatti, si sta osservando una notevole
diffusione dei notturni tra i falconieri, che si dilettano con loro in
alternativa ai rapaci diurni. Ha contribuito molto anche il film di
Harry Potter, ma i motivi della diffusione degli Strigiformi in
cattività o per addestramento sono altri e ve li illustro direttamente
qui di seguito:
1)
Costi: i rapaci notturni sono molto economici rispetto ai rapaci diurni
(vedi tabella prezzi), proprio perché più facili da riprodurre e meno
richiesti per la falconeria classica
2)
Spazi: richiedono spazi ridotti a parità di dimensioni rispetto ai
diurni in quanto sono animali molto passivi che passano il 90% del loro
tempo giornaliero a dormire o comunque appollaiati su un posatoio
3)
Impegno e tempo: una volta addestrati è molto difficile perderli perché
non essendo grandi volatori non si allontanano mai dal punto di perdita
di contatto; andranno a posarsi al primo posatoio idoneo che capiti loro
sottotiro. Inoltre, sempre per lo stesso motivo, non sarà necessario e
obbligatorio farli volare spesso e, addirittura, potranno essere tenuti
in casa alla stregua di altri comuni animali domestici (cani, gatti)
senza bisogno di addestrarli.
Unico
lato negativo: proprio a causa di questa loro passività i rapaci
notturni sono un po’ più difficili da addestrare rispetto ai diurni, ma
con le adeguate tecniche si otterranno anche buone garanzie di risultato.
In
conclusione l’addestramento dei rapaci notturni è sia un ottimo
tirocinio prima di passare ai diurni, sia un’ottima alternativa per chi
ha problemi di soldi (costano poco), di spazi (richiedono poco spazio) o
di tempo (non è assolutamente necessario farli volare spesso, possono
essere fatti volare liberi anche solo una volta alla settimana), e anche
come spazi di volo le richieste sono minime.
Io di
solito, a chi ha poca esperienza con animali in cattività, consiglio
come primo rapace proprio un notturno per il basso costo e la facilità
di allevamento, sebbene più difficile da addestrare infatti esso
comunque consentirà di formarsi la necessaria esperienza pratica prima
di passare al rapace diurno per la falconeria propriamente detta. Un
barbagianni per esempio per chi ha poco spazio è l’ideale, ha un costo
che non deve mai superare le 400 mila lire (200 euro) ed è un rapace
graziosissimo e docilissimo, facile da allevare e, possiamo anche dire,
facile da addestrare, vista la ridotta mole, sebbene proprio a causa
della mole si debba stare molto attenti durante l’addestramento.
Con la
riproduzione in cattività cambiamo radicalmente argomento rispetto alle
tre metodiche viste sopra. In questo caso non si tratta di addestrare
rapaci ma di mantenerli in cattività (allevamento) e riprodurli. Per chi
non ha il tempo o le possibilità di impegno o gli spazi necessari
all’addestramento dei rapaci, la riproduzione in cattività è sicuramente
un’ottima alternativa oltre che una eccellente porta aperta verso la
falconeria poiché permette di farsi una notevole esperienza e, perché
no, di avere sempre una fonte continua di rapaci da utilizzare e dunque
avere meno problemi economici se si perde un rapace o se muore.
Aggiungerei anche che se ben fatta e ben gestita, la riproduzione in
cattività dei rapaci ha anche un importantissimo ruolo nella
conservazione delle specie e può dare degli ottimi guadagni, per chi è
interessato a questo aspetto economico. Per quanto riguarda invece la
riproduzione in cattività dei rapaci le cose sono più semplici.
Questa
attività tra quelle relative ai rapaci in cattività (falconeria, guferia,
rapacicoltura) è infatti la più semplice: in pochissime parole l’iter è
costruire la voliera, metterci dentro una coppia e dargli da mangiare.
Basta avere delle semplici basi di allevamento di altri animali e
uccelli ed un minimo di esperienza ed il gioco è fatto. Certamente anche
per la riproduzione in cattività dei rapaci si devono obbligatoriamente
prima acquisire delle informazioni sulla specie che si sta andando ad
allevare. Tali informazioni comunque possono essere reperite con
facilità sia attraverso i libri sia dall’allevatore stesso presso cui si
acquista la coppia. Se poi è nostra intenzione perfezionarci,
utilizzare le tecniche avanzate o allevare specie complicate il
necessario bagaglio di conoscenza verrà acquisito con l’esperienza, con
i contatti con altri allevatori e con la lettura e lo studio di testi
più approfonditi (che però purtroppo, raramente si trovano in lingua
italiana).


La caccia
d'alto volo viene praticata con rapaci appartenenti al genere Falco ed
in particolare con i più "altani" (cioè specie che generalmente volano e
cacciano a grandi altezze) come il Falco Pellegrino, il Girfalco e gli
Ibridi. Esteticamente l'alto volo è molto più affascinante rispetto al
basso volo, poichè consente al falconiere di assistere ad uno spettacolo
piuttosto lungo e senza ostacoli alla vista. A differenza della caccia
di basso volo, infatti, tutta l'azione di volo e caccia ha una durata
maggiore nell'alto volo e avviene a cielo aperto, senza ostacoli alla
vista. Il falconiere libera il cane sul terreno di caccia e quindi si
muove a piedi seguendo gli spostamenti del cane fin quando esso non va
in ferma; a questo punto il falconiere scappuccia il falco e lo lancia
in volo: è importante quindi sia che il cane tenga bene la ferma per
qualche minuto e sia che il falco riesca ad alzarsi in volo ad una
altezza sufficiente in breve tempo; quando il falco è in posizione ben
alta e pronto, il falconiere dà il segnale al cane di far involare la
preda; a questo punto il falco si lascia andare in una picchiata ad alta
velocità che termina con una "stoccata" con cui il falco colpisce la
preda in aria lasciandola cadere tramortita o morta a terra. Non sempre
il falco riesce a fare una picchiata a goccia ad alta velocità, ma può
catturare la preda in una "scivolata", cioè una picchiata ad ali
semiaperte e in direzione obliqua. La percentuale di successo nella
caccia d'alto volo dipende dalla bravura del falconiere
nell'addestramento del proprio falco e nella gestione dell'azione di
caccia, dalla bravura ed esperienza del cane e del falco ma anche
dall'esperienza della preda; tutte le prede hanno infatti delle innate
capacità antipredatorie che permettono loro di evitare i predatori
durante un attacco: le anatre per esempio hanno un volo estremamente
rapido e veloce e sono in grado di scartare rapidamente cambiando
direzione in modo repentino, esse inoltre tentano di rifugiarsi appena
possibile al suolo in mezzo alla vegetazione per evitare di essere
catturate dal predatore; i fagiani spesso restano congelati al suolo e
preferiscono correre a terra piuttosto che involarsi. Spesso quindi si
ritorna a casa a mani vuote ma con tanta adrenalina perchè nella
falconeria ciò che conta è il rapporto tra il falco e il falconiere e la
vita all'aria aperta, e già il solo osservare il proprio falco volare
alto e tentare una cattura a un selvatico da un posto in prima fila come
quello del falconiere dà delle emozioni straordinarie.

Secondo le
definizioni classiche della falconeria ai rapaci di basso volo
appartengono fondamentalmente due sole specie, l'Astore e lo Sparviere,
entrambi del genere Accipiter. Oggi però nuove specie di rapaci vengono
usate per la falconeria, come le poiane (Harris, Codarossa, Comune) e,
nel gergo dei falconieri italiani, anch'esse rientrano nella categoria
dei rapaci di basso volo; per essere più precisi però bisogna dire che i
veri rapaci da basso volo sono solo l'Astore e lo Sparviere, poichè la
tecnica di caccia delle Poiane è leggermente differente; per questo
motivo, per esempio, gli inglesi non distinguono tra rapaci di alto e
basso volo ma tra rapaci dalle ali lunghe (longwings, che corrispondono
ai nostri rapaci d'alto volo, cioè i Falchi), rapaci dalle ali corte (shortwings,
che corrispondono ai nostri rapaci di basso volo, cioè Astore e
Sparviere) e rapaci dalle ali grandi (broadwings, cioè le Poiane). Nel
basso volo l'azione di caccia si svolge in modo fulmineo, una volta sul
campo, quando il cane ferma una preda il falconiere lancia il rapace
direttamente dal pugno all'inseguimento diretto della preda;
generalmente questa tecnica di caccia viene usata in ambienti boscosi e
ricchi di vegetazione, habitat tipici dei rapaci utilizzati (Astore e
Sparviere) e dove essi possono garantire i migliori risultati; quindi
l'azione di caccia si riduce a pochissimi secondi e spesso la
vegetazione chiude la vista al falconiere che non riesce a seguire tutta
l'azione di caccia. Le Poiane non sono propriamente dei rapaci di basso
volo, esse hanno ali troppo grandi e non sono adatte a partire dal pugno
in inseguimento diretto, o comunque, in questa circostanza, non hanno la
stessa accelerazione bruciante degli Accipiter.
Le Poiane
cacciano in natura da appostamento o sfruttando il volo esplorativo in
termica, lanciandosi poi in scivolate di inseguimento molto veloci, e
solo raramente in inseguimenti in volo battuto. Le poiane di Harris
cacciano in gruppo (l'Harris è l'unica specie di rapace sociale) e
dunque bilanciano la loro lentezza con una caccia cooperativa in cui più
individui collaborano insieme per cercare, stanare e catturare la preda.
Astore e Sparviere invece possiedono tutta una serie di adattamenti per
la caccia in ambienti chiusi, ricchi di vegetazione, sono quindi tipici
rapaci "da bosco"; in natura è possibile spesso osservare sia l'Astore
che lo Sparviere anche volare molto alti alla ricerca di prede o per
spostarsi da una zona di caccia ad un'altra sfruttando le correnti
termiche, ma la loro azione di caccia si svolge quasi sempre a pochi
metri dal suolo, con un inseguimento ed attacco diretto delle prede;
questi rapaci hanno ali molto corte e larghe che consentono loro ampia
manovrabilità tra la vegetazione (immaginatevi un pellegrino che vola
tra gli alberi con le sue lunghissime ali...avrebbe non poche difficoltà
ad evitare gli ostacoli e a passare tra i rami); possiedono una lunga
coda che garantisce elevata manovrabilità anche in spazi molto ristretti
ed infine possiedono un sistema nervoso ad altissima velocità; e proprio
il sistema nervoso molto particolare di questi rapaci li rende
particolarmente "difficili" da gestire per il falconiere. Immaginate uno
Sparviere appollaiato in appostamento su un ramo all'interno di un bosco,
ad un certo punto, dalla fitta vegetazione spunta un pettirosso, ignaro
della presenza del predatore: lo Sparviere deve individuare,
identificare, lanciarsi in un attacco diretto e catturare la preda nel
minor tempo possibile per non perdere l'occasione, ciò perché tra la
vegetazione una preda (come il pettirosso di questo esempio) può
apparire e scomparire molto rapidamente tra i rami e le foglie; ecco
quindi che il sistema nervoso degli Accipiter funziona ad elevata
velocità, essi non hanno tempo per "pensare" (sono l'opposto degli
Strigiformi) ma devono agire d'istinto ed in tempi brevissimi! dal
momento in cui le cellule della retina (coni e bastoncelli) dello
Sparviere ricevono il segnale visivo e lo trasmettono all'encefalo che
lo elabora e riconosce che quella è una preda, al momento in cui il
cervello stesso invia il segnale elettrico ai muscoli del volo, passano
pochi millesimi di secondo! Questa particolarità rende gli Accipiter
particolarmente ostici da gestire in falconeria: sono rapaci nervosi,
spesso incostanti, si agitano facilmente e si traumatizzano altrettanto
facilmente. Ma la caccia di basso volo con gli Accipiter è la forma di
falconeria che garantisce i migliori risultati e difficilmente il
falconiere a caccia con uno Sparviere o un Astore tornerà a casa con il
carniere vuoto.
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