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cinofilia selvaggina la caccia ![]()
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ADDESTRAMENTO DEL FURETTO ![]()
IL FURETTO è un mammifero appartenente all'ordine dei carnivori, famiglia dei Mustelidi1 ,genere Martora2, gruppo delle Puzzole.Certi autori lo considerano come una specie differente della Puzzola, ma i naturalisti moderni 1 I mustelidi sono, in generale, animali di piccolastatura, dal corpo basso ed allungato, dagli istinti sommamente distruttori. Il nome di vermiformi, dato amolti di essi, come le lontre, le puzzole e le martore, rammenta questa conformazione particolare. Sono digitigradi o plantigradi, ma più spesso digitigradi. Caratteri anatomici più salienti sono in essi un paio di denti tubercolosi ad ogni mascella. Comprendono il genere Martora, ecc...2 Nel genere Martora si distinguono due gruppi:, le Martore propriamente dette e le Puzzole. Nel gruppo delle Puzzole si distinguono la Puzzola; il Visone, l'Ermellino, il FURETTO, la Donnola. - FIGUIER, 1 mammiferi.
Nascendo il furetto porta con se per istinto una tale avversione pei conigli, che non appena ne presentiamo uno, anche morto, ad un giovane furetto che non ne ha giammai veduto, egli vi si getta sopra e lo morde con furore; se invece è vivo, lo prende pel collo, per il naso e gli succhia il sangue ».
il furetto nascendo porta con se per istinto 1'odio più implacabile contro il coniglio, e l'uomo ha approfittato di tale odio accanito per farsi di quest'animale un utile ausiliario per la caccia. Pervenuti all'età di tre mesi, si comincia ad ammaestrare i giovani furetti alla caccia al coniglio; ma l'ammaestramento è assai relativo, per quanto cioè il loro carattere intrattabile ed indisciplinato lo permette. Anzitutto si comincia a portarli fuori dai locali d'allevamento a piccole distanze, si mettono a terra per un momento, si passano spesso da una mano all'altra con fare sempre carezzevole, e poi si riportano al loro posto. Questa costituisce l'educazione elementare, che è indispensabile per addomesticare i giovani furetti a lasciarsi maneggiare con facilità dall'uomo ed a far perdere loro la naturale selvaticità; e solo quando questo addomesticamento è completo si può pensare a cominciare l'addestramento alla caccia, regolandosi su per giù come appresso. Dapprima si portano i giovani furetti accompagnati dalla madre in una tana conosciuta, che sia piccola e non intricata, e dove l'ammaestratore sa che è facile trovare qualche coniglio, anche mettendovelo appositamente. Si fa entrare la madre nella galleria tenendola legata con una cordicella, in modo da farla avanzare a poco a poco a volontà del maestro, e s'introducono i piccoli appresso alla madre. Se essi si mostrano volonterosi a seguirla allora si può togliere alla madre la cordicella e lasciarla libera di andare ivi fondo, dove i figli, guidati dall'odore del coniglio e dall'istinto, la seguiranno e se scoveranno un coniglio gli si lanceranno appresso. Se invece i figli si mostreranno ritrosi ad entrare, per mezzo della cordicella, si farà salire e ridiscendere la madre nella galleria fin quando si decideranno a seguirla, eccitandoli anche con qualche pezzo di coniglio buttato giù nella buca. Riuscita in una maniera o nell'altra questa prima lezione, si portano subito dopo solo i giovani furetti in un'altra tana, abitualmente abitata da conigli, ma dove nel momento si sia ben sicuri che non ve ne siano, e s'immettono nella galleria. Essi dapprima per lo più si mostreranno riluttanti ad entrare stando in sospetto, ma poi entreranno, visiteranno tutta la galleria e non trovando nulla verranno fuori di nuovo. Queste prove si ripeteranno in altre tane e poi si porteranno i furetti in una tana dove vi sia qualche coniglio e si lasciano cacciare. Questa, specie di ammaestramento potrà essere ripetuto giornalmente finché si riconoscerà che i giovani sono completamente addestrati al lavoro serio. Perché l'ammaestramento riesca meno imbarazzante per il maestro e più proficuo pei furetti non bisogna ammaestrarne che due per volta.
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