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cinofilia selvaggina la caccia ![]()
LA POTENZA DELL’ARCO
chi partecipa regolarmente alle gare, utilizza un arco take-down con una potenza effettiva di circa 40 libbre se uomo o 35 libbre se donna o un compound di 50/55 libbre se uomo e 40/45 libbre se donna; la potenza dell'arco indicata dal costruttore è relativa ad un allungo standard di 28 pollici. Tale potenza nominale deve essere aumentata di 2 libbre per ogni pollice di allungo oltre i 28, così come deve essere ridotta di 2 libbre per ogni pollice di allungo sotto i 28, per ottenere la potenza effettiva che svilupperete dopo averlo teso; Ricordatevi che il metodo migliore per misurare la potenza effettiva rimane quello di utilizzare un dinamometro.
GLI ACCESSORI
Frecce almeno 6, del tipo ricavato sulla base del vostro allungo e della potenza effettiva del vostro arco dalla apposita tabella in dotazione di tutti i negozi specializzati. Supporto freccia (rest) semplice e di buona qualità; ricordatevi che state iniziando. Bottone ammortizzatore (berger) necessario per take-down e per compound che non utilizzano sgancio meccanico e rest a forcella. Mirino non ammesso per l'arco nudo Ne esistono di tanti tipi. Alcuni buoni, altri ottimi. Il consiglio è di iniziare con uno economico e passare poi ad uno che potrete spostare sui diversi archi che userete. Paradita con appoggia-mento, per tiratori take-down con mirino. Guantino o paradita senza appoggia-mento per tiratori ad arco nudo. Sgancio Meccanico : per il compound è ammesso l'utilizzo di uno sgancio meccanico per rilasciare la corda al posto delle dita, ne esistono diverse tipologie : a pollice, a indice, a rotazione ... la scelta è soggettiva e dipende dal modo di tirare di ogni arciere. Parabraccio vanno tutti bene. Dragona In teoria vanno tutte bene. Provate però le diverse sensazioni che vi danno le diverse in commercio (da polso o da dito) e scegliete quella più adatta a voi. Valigia per contenere tutti gli accessori elencati Cavalletto reggi arco per non appoggiare l'arco a terra Squadretta per posizionare il punto di incocco e per le varie misurazioni. Carichino per montare il take-down in modo facile e senza torsioni sbagliate ai flettenti. Clicker per tiratori Fitarco di arco take-down con mirino; è una lamella elastica in metallo sotto la quale farete scorrere la freccia; quando la punta della freccia, arretrando, supera il clicker e lo fa scattare, indica che avete raggiunto "l'allungo" che ritenete ottimale per voi. Visette ammessa solo nel compound; è un piccolo anello da posizionare nella corda e attraverso il quale si guarda il mirino, formando così un secondo punto di mira Soucette per take-down con mirino (alcuni la ritengono utile, altri non la utilizzano); è un anello da fissare alla corda in modo che tocchi una parte del viso, in genere il labbro superiore, quando avete raggiunto la posizione ideale per il rilascio - non ammessa in Fiarc Stabilizzatori per compound: stabilizzatore centrale (attenzione alle differenze di regolamento tra le due Federazioni); per take-down con mirino: stabilizzatore centrale e due stabilizzatori laterali; alcuni arcieri utilizzano anche uno stabilizzatore superiore; Per lo stabilizzatore centrale (dopo aver verificato che il regolamento lo permetta) è consigliata una lunghezza pari o leggermente inferiore al vostro allungo, mentre, per gli stabilizzatori laterali, troverete in commercio delle lunghezze standard. attenzione a non acquistare una stabilizzazione troppo "pesante"; .... provate a sostenere l'arco completo di stabilizzazione per alcuni minuti ......!!! Paraseno consigliato anche agli uomini. Estrattore per estrarre le frecce dai battifreccia "duri". Penne di scorta Colla a freddo per le penne che si sono staccate. Cocche di scorta controllate che siano adatte alla corda del vostro arco. Punte di scorta Colla a caldo per le punte da sostituire. Impennatore per incollare le penne al posto giusto. Punti d'incocco o filo per costruire il punto d'incocco. Binocolo per guardare dove avete tirato le frecce; Alcuni accessori possono essere acquistati in fasi successive, quando la Vostra esperienza ve lo consiglierà..
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Chi sceglie l'arco per la propria attività venatoria si ritrova presto proiettato in un habitat mentale estremamente coinvolgente che richiama all'essenza del nostro essere "predatore", scevro dai compromessi che determinano la superiorità tecnologica che ci allontana sempre più spesso dai valori più puri e ancestrali legati alla nostra istintualità. In caccia, l'uso di questo antico strumento permette una sorta di cammino a ritroso nella storia dell'uomo cacciatore, destinato ad enfatizzare e sublimare le capacità dell'arciere che si cimenta con questa forma di Ars Venandi. L'interesse verso il carniere risulta fortemente limitato, a fronte di una continua ricerca interiore che spinge il cacciatore a considerare l'importanza della sua preparazione tecnico/venatoria e delle ritualità connesse e la necessità di compenetrarsi e confrontarsi con l'elemento Natura secondo una chiave di lettura unica nel suo genere. La caccia con l’arco, inoltre, è sistema di prelievo a basso impatto ambientale; questo permette anche alle zone limitrofe ai parchi (ed i parchi stessi) di trarre beneficio da essa, se ben regolamentata e strutturata. Anche nell'ambito delle più grandi AA.VV. sono state prodotte azioni specifiche per sondare la possibilità di creare cacciatori abilitati alla caccia di selezione con l’arco, congiuntamente ad un programma che prevede la creazione di operatori specializzati nella gestione degli ungulati, a cominciare dal cinghiale. La cosa che meraviglia di più, alla luce di tre convegni organizzati sul nostro territorio da "Gli Arcieri di Avalon" (poi confluiti in UNARC), dei corsi formativi svolti e dei numerosi momenti di incontro, è la straordinaria risposta dei cacciatori tradizionali, che grazie alla nostra azione stanno imparando a conoscere ed apprezzare la caccia con l'arco. La caccia con l’arco potrà forse divenire un “modello” di gestione, o comunque un sistema per collegare le componenti tecniche di gestione ad una domanda sempre più intensa di coinvolgimento tra l’uomo e il territorio attraverso la caccia. La caccia è passione; eppure deve essere esercitata dominando la stessa passione che è una delle forze trainanti del cacciatore, con ragionevolezza e conoscenza di causa ed effetto. A questo fine assume particolare importanza l’acquisizione da parte del singolo arciere-cacciatore di una mentalità capace di accettare il dominio della ragione sulla passione e la necessità di fare determinate rinunce. Se concentriamo la nostra attenzione sulla Caccia con l’Arco, ci riesce più facile evidenziare che il comportamento venatorio di ogni cacciatore è il risultato dell’esperienza di molti e della formazione ricevuta in termini di sicurezza, di conoscenza e, naturalmente, di etica, senza necessariamente scadere in ridicoli controsensi morali e ammettendo con necessaria chiarezza che l’interesse primario di ogni buon cacciatore deve risolversi, in ogni caso, nel recupero della preda ferita. Anche per questo motivo – e non solo per questo – sarebbe auspicabile una maggiore apertura dei cacciatori arcieri verso il mondo della caccia con cane da seguito e/o da traccia. Non dimentichiamo che fin dalla preistoria il cane accompagna l’uomo nelle sue operazioni di caccia. adesso passiamo alla pratica. gli archi...
Il longbow
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Il longbow è un arco dove la semplicità
delle forme dinamiche e degli elementi costruttivi rappresentano
l'essenza dello strumento, enfatizzando nel tiro la valenza
psico-fisica dell'arciere che lo gestisce per colpire il bersaglio.
Per noi, il longbow è "l'arco tradizionale" nel senso corretto del termine in quanto proviene da una cultura Europea dove è stato portato all'apice della sua diffusione ed utilizzo dagli Inglesi determinandone la vittoria in numerose battaglie. Normalmente siamo abituati ad immaginare che forza e potenza provengano da ciò che si manifesta robusto e pesante, ma se questa sensazione scaturisce inaspettatamente da qualcosa di esile e leggero ne rimaniamo affascinati. Queste caratteristiche, insieme alla valenza storica, avvolgono il longbow di un un fascino a cui è difficile rimanere indifferenti. Lo dimostrano molti appassionati arcieri "tecnologici" che hanno attaccato alla parete di casa un "lungo Arco", come fosse un riferimento di appartenenza e lo usano quando vogliono esprimersi in un contesto più ludico e disinibito di quello imposto dalle competizioni formali. Mi piace pensare che chi tira con il longbow sia un vero appassionato, un purista del tiro con l'arco, che ha scoperto un'eredità persa nella notte dei tempi e ne fa tesoro .
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arco ricurvo
E’ un arco veloce, efficace ed esteticamente elegante. E’ l’arco
normalmente in uso nelle scuole di tiro e infatti è il più indicato
per imparare i fondamenti tecnici.
Può essere intero (monolitico) o smontabile (take-down) più diffuso per la maggiore facilità di trasporto. Durante il tiro, nei flettenti, si sviluppano delle straordinarie forze di trazione sul dorso, e di compressione sul fronte. La differenza tra le une e le altre permette all’arco di accumulare l’energia necessaria a spingere la freccia. Appare evidente, quindi, quanto sia importante la scelta dei materiali impiegati. Il pregio dei take-down, sta nella possibilità di sostituir loro i flettenti con la massima facilità e rapidità, così da poter incrementare il libbraggio semplicemente acquistando flettenti più forti. La comodità di tali archi sta comunque nell’occupare poco spazio una volta smontati. Più largo è il flettente, più lenta sarà l’uscita della freccia; più ingombrante e pesante esso apparirà all’estremità, più lento ma stabile risulterà l’arco. E’ consigliabile che il RISER, ossia la parte centrale, non superi un terzo dell’intera lunghezza dell’intero arco, così da non avere una trazione disomogenea nel momento di mira. Generalmente oggi i riser hanno misure standard, e in linea di massima non superano i 25” di lunghezza. Inoltre è bene sapere che più la distanza arco-corda è ridotta (BRACE) più l’arco sarà veloce ma difficile da controllare. ![]()
arco compound
Il compound, arco di nuova generazione,
si distingue a colpo d'occhio tra i tre. E' più corto degli altri ed
alle sue estremità sono installate delle carrucole ( cam ) che hanno
la funzione di diminuire lo sforzo di trazione fatto dall'arciere.
Possono essere installati uno stabilizzatore ed un mirino dotato di
una lente di ingrandimento. Il compound risulta essere un arco più
potente dei precedenti e molto più preciso.
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le frecce...
frecce in legno
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La si può definire "la freccia" per eccellenza.
Rievoca tempi antichi ed è carica di romanticismo ma.. impiegata per uso venatorio può dare, senza alcun problema, gli stessi risultati delle sue rivali in alluminio e carbonio. Estremamente laboriosa nella preparazione che già comincia dalla selezione delle aste e dal controllo della linearità delle stesse, si presta ad una personalizzazione che può farla diventare un vero e proprio "piccolo capolavoro"; necessita di un perenne costante controllo sulla affidabilità. Il legno comunemente usato è il famoso ed indiscusso " Cedro di Port Orford"; altre alternative sono il pioppo, l'abete,l'acero,il ciliegio, la betulla e il frassino; molti di questi legni alternativi sono più pesanti del cedro e possono essere utilizzati come validi sostituti. Ovviamente il cedro resta il numero uno per la sua linearità. Le aste in legno possono essere prodotte oltre che nella classica forma cilindrica e parallela anche nella forma completamente rastremata oppure rinforzata con altri legni (come nella foto centrale). Molto altro si potrebbe aggiungere sulla freccia in legno ma si omette in quanto non pertinente con l'argomento trattato
freccia in alluminio
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Costruita con una particolare lega di alluminio, ha subito nel tempo
un costante miglioramento tecnologico; ad oggi ancora si distingue
per la precisione costruttiva e per le tolleranze veramente minime
che riesce ad offrire.
Aspetto interessante della freccia in alluminio è la grande versatilità della stessa; infatti sia la freccia che i suoi componenti (cocche e inserti) vengono offerti in una varietà di misure e pesi tali da poter coprire le necessità dell'arciere più esigente; a sfavore di tale versatilità è la possibile difficoltà iniziale nella scelta della freccia che meglio si adatta alle nostre esigenze. La freccia in alluminio comunemente usata è contraddistinta da una serie di quattro numeri di cui i primi due indicano il diametro esterno dell'asta in 64mi di pollice mentre i secondi due indicano lo spessore dell'alluminio in 1000mi di pollice (2013 = diametro esterno dell'asta 20/64mi di pollice e spessore dell'alluminio 13/1000mi di pollice); per aumentare la leggerezza e quindi privilegiare le traiettorie più tese,viene di solito incrementato il diametro e ridotto lo spessore (a scapito però della robustezza)
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la freccia in carbonio
Nata per fare concorrenza alla freccia in alluminio, come freccia
più robusta e con tolleranze di costruzione minime, in caso di
rottura (rara) si sfibra rilasciando numerose e piccolissime schegge,
oggi però la tecnologia è venuta in aiuto e attualmente sul mercato
si possono trovare frecce in carbonio che in caso di rottura, si
spezzano in modo "netto" riducendo quindi al minimo lo spargimento
delle pericolose schegge.
Analogamente la freccia in carbonio va in ogni caso regolarmente ispezionata, flettendola più volte al fine di poter rilevare anche le più piccole rotture. Nel dubbio, non va tirata. Ma la freccia in carbonio (o grafite) non presenta solo aspetti negativi; costruita con un materiale tecnologicamente indistruttibile sta lentamente soppiantando la freccia in alluminio, anche se la precisione costruttiva non è ancora allo stesso livello. A favore della freccia in carbonio depone la sua incredibile elasticità che la rende perennemente dritta, la leggerezza che consente di sfruttare una maggior velocità e traiettorie più tese nonché la sua straordinaria robustezza.
le punte... punte a 2 lame ![]()
TIPOLOGIA COSTRUTTIVA la punta a due
lame può essere di tipo classico, cioè chiusa oppure ventilata.
Alcuni tipi di lama, sia chiuse che ventilate permettono
l'inserimento di una piccola lama perpendicolarmente alla linea di
taglio principale. L'inserimento della punta sull'asta può essere a
vite oppure conico per permettere il montaggio su aste in legno. Per
le punte coniche esiste un apposito adattatore per l'uso con la vite.
La punta a due lame presenta una linea di taglio che segue tutto il
perimetro della lama.
AFFIDABILITA' La punta a due lame è definita, per tecnica costruttiva, la più affidabile in quanto non essendoci parti mobili non consente il distacco di alcuna parte di essa al momento dell'impatto. Questa ultima affermazione è più teorica che pratica, in quanto le altrettanto e sicuramente più famose punte a lame intercambiabili, sono altrettanto affidabili e molto molto raramente producono gli effetti sopradetti. A sfavore della lama tradizionale è la tendenza, proprio a causa della sua particolare conformazione, ad avere problemi di stabilità in volo. PENETRAZIONE Viene considerata in assoluto la punta con la migliore penetrazione. Ed è vero. Per due semplici ragioni: taglia immediatamente al momento dell'impatto e la sua linea aerodinamica le consente di penetrare in profondità producendo un attrito di gran lunga inferiore alle punte a tre o più lame. Si discute circa la possibilità di questa punta di attraversare le grandi ossa, ma di fatto resta comunque una lama di grande efficacia. E' bene ricordare che la "forma" della punta non è l'unico elemento che concorre a migliorare la penetrazione. TAGLIO IN ENTRATA La superfice di taglio non è enorme, o quantomento non è sicuramente paragonabile all'effetto prodotto dalle punte a tre lame. Produce un taglio ad asola che può, in certi casi, produrre un sanguinamento debole e quindi una traccia insufficiente da seguire AFFILATURA L'affilatura è un altro punto sfavorevole in quanto deve essere fatta manualmente; a seconda della marca di punta scelta e del materiale con cui sono costruite alcune punte si prestano più facilmente di altre a tale procedimento.
Le punte a 3 o più lame - fisse o mobili ![]()
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TIPOLOGIA COSTRUTTIVA La punta a tre
lame fisse nasce inizialmente con gli stessi standard costruttivi e
come alternativa della punta a due lame; contemporaneamente si
sviluppano le punte a lame intercambiabili. La principale differenza
costruttiva fra le tre lame fisse (di cui ne vediamo una di recente
costruzione nella foto di sinistra ) o intercambiabili è la funzione
della punta che nelle lame fisse è parte integrante della linea di
taglio, mentre nelle lame intercambiabili ha come unico effetto
quello di sfondare aprendo la strada alle lame.
AFFIDABILITA' Si può dire, a dispetto dei sostenitori della punta tradizionale, che la punta a tre o più lame intercambiabili è altrettanto affidabile quanto la punta a due lame. I suoi detrattori tendono ad evidenziare il fatto di aver trovato punte che, attraversando l'animale, nell'impatto erano prive di una o più lame. Non possiamo provare il contrario, è vero però che un attento montaggio e un controllo dell'attrezzatura, evita totalmente questo problema. Il mercato americano, ago della bilancia circa la qualità dei prodotti arcieristici ha da tempo decretato il successo incondizionato di tali punte. PENETRAZIONE Eccezionale. Anche se la punta a due lame detiene il primato, alla punta a tre lame le si dovrebbe attribuire il pari merito.Non esistono oggettivamente differenze tali da preferire una punta all'altra. E' bene ricordare che la "forma" della punta non è l'unico elemento che concorre a migliorare la penetrazione. TAGLIO IN ENTRATA Con una parola sola: DEVASTANTE. Produce un taglio slabbrato in tre parti che si identifica praticamente in un foro di 4/5 cm di diametro; quindi grande sanguinamento e se il tiro è passante (auspicabile) produce una traccia estremamente semplice da seguire AFFILATURA Il problema dell'affilatura esiste solo sulle tre lame fisse.
Le punte ad apertura meccanica
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TIPOLOGIA COSTRUTTIVA Punta introdotta
da meno di un decennio sul mercato, è costituita da un fusto
principale alla base del quale partono due, tre o quattro lame
dotate di un meccanismo che consente loro di starsene ripiegate
dentro una apposita scanalatura lungo il fusto fino alla loro
apertura che avviene al momento dell'impatto. Le lame restano chiuse
o a pressione per effetto di una strozzatura nella scanalatura del
fusto o tramite un anellino di contenimento che nel momento
dell'impatto scorre in basso liberando le lame.
AFFIDABILITA' Non particolarmente gradita da molti cacciatori, è oggetto di pareri molto contrastanti circa l'affidabilità nell'apertura delle lame ed alla sua praticità. Un punto a favore di questa particolare lama è l'assoluta stabilità nel volo sopratutto nei tiri lunghi (magari da evitare) ed è proprio grazie alla sua conformazione, che, a lame chiuse, si avvicina alla forma della punta field, che il tuning dell'arco viene facilitato. Alcuni outfitters negli USA non accettano cacciatori che usano questo tipo di lama. PENETRAZIONE Anche questo è argomento abbastanza controverso; molti sostengono che tale punta abbia una penetrazione leggermente ridotta rispetto alle altre lame a causa della perdita di energia che la freccia deve impiegare per aprire le lame. Le aziende che producono tali lame non sembrano preoccupate e non solo continuano a produrle ma addirittura ne stanno producendo alcune con forme assolutamente bizzarre o miste. E' bene ricordare che la "forma" della punta non è l'unico elemento che concorre a migliorare la penetrazione. TAGLIO IN ENTRATA Se riuscite a vincere le perplessità circa la sua efficacia, sia per l'apertura che per la penetrazione, allora vale quanto detto per le lame intercambiabili e cioè il taglio è devastante; in questo caso i costruttori, non avendo i limiti aerodinamici della lunghezza di apertura delle lame, riescono ad ottenere circonferenze di taglio superiori rispetto alle tre lame fisse o intercambiabili AFFILATURA Non esiste il problema in quanto le lame sono fissate con una minuscola vite che viene svitata per la loro sostituzione.
le tecniche di caccia La preparazione mentale Posizione
- un buon tiro comincia con una buona
posizione. Ed è vero perchè una posizione scomoda o precaria
vanifica gli sforzi che poi faremo per trovare la concentrazione
giusta. Ricordiamoci che potremmo trovarci ad effettuare il tiro in
piedi, in ginocchio o seduti, perciò la posizione deve essere sempre
"comoda" e farci sentire a nostro agio per trovare la giusta
concentrazione. La caccia vagante
Climbing treestand
Se l'arco ricurvo e la freccia in legno sono l'attrezzatura per eccellenza, la caccia vagante è il degno L'allenamento è un aspetto molto
importante nella caccia con l'arco e assolutamente da non
sottovalutare; in quella che gli americani chiamano la "pre-season"
occorre preparasi seriamente per arrivare alla "season" con
l'attrezzatura in ottimo stato. Sarà sufficiente seguire queste
semplici regole: complemento di tale attrezzatura. La caccia da appostamento La si potrebbe definire un ibrido
tra la caccia alla cerca e la caccia dal tree stand. La caccia dal tree stand Tipo di caccia estremamente efficace, offre la
garanzia di una copertura pressochè totale nei confronti dell'animale.
Posizionato dai 4 ai 6 metri di altezza, consente di dominare a 360
gradi la zona di caccia; non presenta particolari controindicazioni se
non quella di tener conto dell'inclinazione del tiro e dei problemi
relativi; d'obbligo l'uso della cintura di sicurezza, per evitare
spiacevoli incidenti.
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![]() Impiegata in modo massiccio negli Stati Uniti, questa
tecnica di caccia si sta lentamente diffondendo anche in Europa.
Sicuramente molto utile nella caccia in territorio libero è altrettanto
importante nella caccia in zone recintate, dove gli animali, ampiamente
condizionati nei movimenti e negli spazi, si muovono con maggiore
frequenza in percorsi obbligati. Il Posizionamento - una volta individuata la zona di passaggio degli animali, dobbiamo cercare di posizionare il treestand in modo da non essere troppo lontani ma nemmeno troppo perpendicolari alla zona che ci interessa; possiamo dire che una distanza compresa fra i 10 e i 30 metri, possibilmente nascosti dalla vegetazione, può essere considerata ragionevole in quanto ne troppo vicina e neppure eccessiva, valutando in ogni caso il proprio range di tiro. Una volta montato il treestand, proviamolo e verifichiamo gli angoli di tiro; facciamo attenzione alla vegetazione che ci circonda e magari con l'aiuto di un compagno a terra cominciamo a pulire la zona di tiro cercando di eliminare la vegetazione che ci crea disturbo.
L'uso del "Blind"
Evoluzione della caccia a terra, nasce dall'esigenza di nascondere
la propria figura e il movimento che l'arciere deve compiere per
scoccare la freccia. Tecnica di caccia molto usata negli USA, il blind nasce inizialmente per la caccia ad oche ed anatre, ed ora è
utilizzato, anche se in minor modo, per la caccia al tacchini e al
cervo qhitetail. Usato anche per la caccia in Africa, dove viene
approntato in prossimità di pozze di acqua dove una quantità
incredibile di animali di tutte le specie si reca abitualmente per
bere. Il blind può essere costituito da un semplice telo, come nella
figura a sinistra, per nascondere parzialmente la figura umana, fino
ad arrivare ad una vera e propria tenda a montaggio/smontaggio
rapido, dall'interno della quale è possibile effettuare un tiro
senza paura di essere visti. Il materiale impiegato per la
costruzione è di solito un materiale "water resistant" e antistrappo.
Per la caccia in Africa, si usano solitamente blind fissi costruiti
con terra o rami e quasi sempre interrati-
Nel caso si decidesse di usare il blind per la caccia è opportuno lasciarlo per qualche giorno nel bosco senza frequentarlo per dare tempo all'animale di abituarsi alla sua presenza.
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Un pò più statico rispetto al climbing, ha
l'innegabile vantaggio che una volta posizionato, non ci costringe a
fare delle incredibili sudate andando su e giù per gli alberi,
magari riempendoci di resina.
Per posizionarlo, venivano usati fino a poco tempo fa i "tree step" , dei piccoli gradini a vite che venivano avvitati nel tronco dell'albero con pochissima gioia da parte dell'albero (ndr: negli Usa alcuni Stati non consentono l'uso di step a vite); da qualche anno sono arrivate a risolvere i problemi delle minuscole e leggerissime scalette, in quattro o cinque pezzi, che ci consentono di raggiungere altezze dell'ordine di 5/6 metri senza alcuna difficoltà. E' opportuno ricordare che per questo tipo di treestand, è bene indossare la cintura di sicurezza anche nella fase del montaggio. Treestand
E' di certo il più efficace, ma forse anche il
meno pratico. Consente una mobilità totale in quanto in pochi minuti
ci si può spostare di posizione. Abbastanza ingombrante e pesante.
E' costituito da due pezzi separati; quello basso funge da base per i piedi che vengono bloccati con delle cinghe elastiche mentre quello alto funge da contrapposto per le braccia; il climbing treestand si blocca nel tronco perchè ogni pezzo è dotato di due forcelle a V contrapposte che, per effetto del nostro peso tengono ogni pezzo saldamente bloccato sul tronco. La tecnica per salire consiste nel montare con i piedi sulla base, afferrare la parte superiore con le mani e, inclinandola leggermente per sbloccarla, sollevarla il più possibile sopra la propria testa, dopodichè, aggrappati con le braccia alla parte superiore, inclinare leggermente la parte inferiore, e sollevarla usando la forza delle gambe fino a rannicchiarci. Ripetere alternativamente lo stesso movimento con la parte superiore e così via fino ad aver raggiunto una altezza ottimale. Esistono anche climbing costituiti solo dal pezzo inferiore, nel qual caso, la salita deve essere fatta abbracciando l'albero con le braccia e sollevando unicamente le gambe.
le reazioni degli animali
L'animale colpito da una freccia, a differenza del colpo di carabina, ha
una reazione assolutamente "normale"; per chiarire meglio il problema ed
escludendo il tiro alla spina dorsale che di solito fa cadere l'animale
sul posto, purtroppo senza ucciderlo, intendiamo dire che "fugge" senza
mostrare particolari reazioni al colpo (chi caccia con la carabina ha
capito di cosa parliamo). E' questo l'effetto letale della freccia che
non ha assolutamente "shocking power" ma ha un'altissima percentuale di
"killing power".
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come sceglire il proprio arco?
Nell’acquisto, la scelta dell’arco è sempre stata per noi arcieri un momento importante anche per la spesa che rappresenta. Il consiglio che possiamo darvi è, prima di effettuare qualsiasi acquisto, di partecipare al nostro corso ed utilizzare l’attrezzatura della compagnia. In seguito se la passione rimane e non si rivela come un semplice “fuoco di paglia” si può pensare di compiere il passo. Esistono negozi che offrono archi usati od in offerta perché con colorazioni passate o modelli superati che potrebbero aiutarvi a contenere la spesa. Le cifre che dovrete affrontare sui modelli nuovi potrebbero essere riassunte così: circa 150 (?) Euro : arco "scuola" in legno adatto per iniziare a tirare a distanze non superiori a 30 metri; da 350 a 500 (?) Euro : per affrontare le prime gare da 500 a 1000 (?) Euro : possedete una buona attrezzatura oltre 1000 (?) Euro : sarete proprietari di una attrezzatura che, se trattata bene, potrebbe accompagnarvi per molti anni. Ad ogni modo, che sia nuovo od usato, l’arco che comprerete dovrà essere scelto in base ad alcuni requisiti (frutto di anni di tecnica e sperimentazione, quindi utili e necessari per la scelta) che vi elenchiamo di seguito. Dal Vostro istruttore, o direttamente in un negozio di arceria fatevi misurare "l'allungo" (distanza dal mento alla V tra pollice e indice quando siete in posizione di tiro), in pollici (1 pollice = 2,54 cm.); ottenuta la misura aggiungete 1 pollice e 3/4 per adeguare la misura a quella degli standard americani (i maggiori produttori di archi attualmente in commercio), che misurano l'allungo in modo leggermente diverso; per il "take-down", scegliete la giusta altezza dell'arco (raiser + flettenti): 70 pollici per arcieri con allungo tra 29 e 31 pollici 68 pollici per arcieri con allungo tra 27 e 29 pollici 66 pollici per arcieri con allungo tra 25 e 27 pollici per il compound, acquistatene uno che abbia la possibilità di essere regolato all'interno di un range da .. a .., di solito pari a due pollici, e fate attenzione che il vostro allungo sia all'interno del minimo/ massimo indicato dal costruttore dell'arco; l'altezza del compound non è importante come nel take-down; una misura asse/asse tra i 40 e 42 pollici è mediamente valida per tutti i tipi di tiro e di gara
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