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gli uccelli
Gli uccelli sono una classe di vertebrati. A
seconda delle varie correnti seguite dai tassonomi(Con il termine
tassonomia ci si può riferire sia alla classificazione gerarchica),
il numero di specie di uccelli conosciute finora oscilla fra le 9.000 e
le 10.200, delle quali almeno 120 si sono estinte in tempi storici.
Si tratta di animali bipedi, omeotermi ed ovipari che si trovano in
quasi tutti gli ecosistemi, dall'Artide all'Antartide. Le loro
dimensioni variano dai 5 cm. del piccolo e leggero colibrì di Elena ai
2,7 m. dello struzzo, un uccello africano inadatto al volo. Le
caratteristiche comuni grossomodo a tutti gli uccelli sono:
Il becco corneo privo di denti. Esistono differenti tipologie di becco,
in base al comportamento alimentare proprio della specie di uccello: a
spatola, a cesoia, ad uncino, etc.
Mancanza di un vero e proprio naso: le narici si aprono direttamente
sulla superficie superiore del becco.
Presenza di una palpebra accessoria, la "Membrana nittitante", per
ulteriore protezione dell'occhio.
Mancanza di un vero e proprio orecchio. Gli uccelli dispongono di
aperture ai lati del capo, nel sito ove i mammiferi possiedono le
orecchie, atte a captare i suoni. Alcune specie (gufi, civette,
barbagianni, allocchi) possiedono tali fori non simmetrici, ma sfalsati,
in modo da captare sia la direzione dei suoni sia sul piano orizzontale
(come nei mammiferi), sia sul piano verticale, caratteristica molto
utile per i predatori notturni.
La deposizione di uova dal guscio duro fatto di carbonato di calcio.
Cuore a due atrii e due ventricoli. La frequenza del battito cardiaco è
più elevata di quella dei mammiferi per consentire il dispendio
energetico connesso al volo.
Presenza di piume sul corpo. Le piume fungono da isolante termico verso
l'ambiente esterno, esattamente come fanno i peli per i mammiferi. In
alcune specie (cigni, anatre, oche, etc.) servono anche per rendere
impermeabile all'acqua il piumaggio sottostante, isolando ulteriormente
il corpo dell'animale dalla temperatura esterna e facilitandone anche il
galleggiamento.
Presenza di penne sopra le piume che permettono un miglior controllo del
volo.
Omeotermia possono perciò mantenere costante la temperatura corporea,
esattamente come i mammiferi e, stando ai recenti studi, i dinosauri.
L'abilità al volo non è una proprietà caratterizzante della classe,
poiché esistono uccelli inetti al volo (ratiti, pinguini, molte specie
insulari) ed altri animali volatori (pipistrelli, molti insetti).
La maggior parte degli uccelli è diurna ed erbivora, nutrendosi di semi,
nettare, germogli o frutta; esistono però anche specie notturne (come i
succiacapre o i gufi) e/o carnivore (i già citati gufi, i rapaci), dove
per carnivoro si può intendere un animale che si nutre di insetti, pesci
od altri vertebrati.
Alcune specie di uccelli sono stanziali, rimangono cioè nella stessa
zona durante tutto l'arco dell'anno: in paesi temperati od inospitali,
durante la stagione fredda molte specie di uccelli tendono a migrare
verso climi più miti, dove nidificare, per poi tornare nel paese
d'origine
anatomia
Gli uccelli hanno sviluppato alcune
caratteristiche proprie ed uniche:
A differenza dei mammiferi, essi non urinano, ma i nitrati vengono
filtrati nei reni ed espulsi dalla cloaca sottoforma di cristalli di
acido urico (la parte biancastra degli escrementi).
Il sistema respiratorio degli uccelli è estremamente complesso: il 75%
dell'aria appena entrata nelle vie respiratorie viene immediatamente
bypassata verso una sacca dietro i polmoni (i "Sacchi aerei") e in
collegamento con le ossa, che essendo cave vengono riempite d'aria.
Durante l'espirazione, la sacca viene compressa e l'aria incanalata nei
polmoni, e così l'uccello riceve un'ulteriore approvvigionamento
d'ossigeno. Questo consente ad alcune specie di volare ad altezze
inimmaginabili, dove la concentrazione di ossigeno è estremamente
rarefatta. Alcune oche egiziane sono state reperite a 18.000 metri
d'altezza.
Il sistema nervoso è abbastanza sviluppato: la parte più sviluppata è
quella addetta al controllo del volo, mentre il cervelletto è addetto al
monitoraggio dei movimenti e degli istinti riproduttivi (corteggiamento,
costruzione del nido) e del comportamento in generale. Gli occhi sono
ben sviluppati e a seconda della specie possono essere posti
lateralmente per una visione ampia del territorio circostante,
frontalmente per una maggiore precisione nell'atterraggio e nella misura
delle distanze, o una combinazione delle due precedenti.
L'apparato digerente è provvisto di uno stomaco come quello dei
mammiferi, atto a sciogliere il cibo ingerito mediante l'azione
dell'acido cloridrico concentrato e dell'enzima proteolitico pepsina.
Ma, essendo gli uccelli sprovvisti di denti, essi dispongono di un
secondo stomaco, lo "Stomaco trituratore" che è interposto tra l'esofago
e lo stomaco propriamente detto, il quale ha il còmpito di triturare il
cibo vicariando così l'azione dei denti. A tale scopo, gli uccelli
spesso ingurgitano volontariamente piccoli sassi che incamerano nello
stomaco trituratore, come, del resto facevano i dinosauri, stando alle
recenti scoperte.
L'apparato scheletrico dev'essere il più leggero possibile, per
permettere il volo. Così alcune peculiari adattamenti evolutivi sono
insorti, quali la modifica dello sterno che si è appuntito a formare la
carena più areodinamica e maggiormente adatta all'inserzione dei potenti
muscoli alari. Inoltre, le ossa sono leggere e prive di midollo osseo,
il che permette una maggior leggerezza per il volo, ma, al contempo,
impedisce la riparazione delle fratture ossee eventuali. Le "ossa
pneumatiche", inoltre, non consentono l'ematopoiesi" (la produzione
delle cellule del sangue), riservata al fegato ed alla milza. Infine, la
superficie della gabbia toracica è amplissima rispetto al corpo
dell'animale: in paragone alla carporatura propria è come se l'uomo
avesse una gabbia toracica larga 2 metri.
L'apparato visivo è il migliore che si possa reperire nel mondo animale:
un'aquila riesce a vedere a 360 km di distanza, mentre un gufo riesce a
vedere perfettamente nel buio più assoluto (grazie ad un sistema di
amplificazione oculare della luce notturna).
comportamento
Gli uccelli possono praticare
monogamia (91% delle specie.La monogamia
è l'unione di due soli individui), poliginia (2%La poliginia è la
relazione poligamica che si instaura tra un individuo di sesso maschile
e due o più individui, della stessa specie, di sesso femminile) o
poliandria (meno dell'1%.La poliandria è il tipo di poligamia che
si instaura tra un individuo di sesso femminile e due o più individui,
della stessa specie, di sesso maschile. In etologia, il termine indica
anche il comportamento di una femmina che, in una stagione, si accoppia
con più maschi o di più maschi che collaborano ad allevare i cuccioli
con le femmine.)
. La monogamia può essere perpetua (come negli psittaciformi) o limitata
al periodo riproduttivo. Specie con tendenze monogame perpetue hanno
dimorfismo sessuale scarso od assente.
Il motivo della predominanza della monogamia fra gli uccelli è da
ricercarsi nella tendenza del maschio ad occuparsi della prole in misura
uguale alla femmina, cosa assai rara fra gli altri animali.
Legami con l'uomo
Da sempre, gli uccelli sono stati
un'importante fonte di cibo per l'uomo, sia come uccello vero e proprio,
sia come uovo: basti pensare al pollo domestico, alle varie anatre e
tacchini, alla selvaggina.
Oltre all'utilizzo per la carne, degli uccelli sono state utilizzate (soprattutto
in passato) penne e piume per ornamento o per imbottire materassi, oltre
che il guano ricco di nitrati come concime e come componente della
polvere da sparo.
Gli uccelli vivi, fino a tempi recenti, hanno trovato impiego presso
l'uomo in varie forme: basti pensare al piccione viaggiatore, per secoli
utilizzato come messaggero, o ai rapaci usati in falconeria, od ancora
ai cormorani utilizzati dai pescatori mediorientali. Nella ricerca,
polli e piccioni vengono utilizzati come cavie per la biologia e la
psicologia comparata. Grazie alla loro sensibilità alle tossine, per
decenni i canarini hanno fatto da spia per la presenza di gas tossici in
trincee e miniere di carbone. Ancora, molti uccelli vengono abitualmente
tenuti in casa come animali da compagnia (si pensi ai pappagalli o ai
canarini).
Evoluzione
L'evoluzione
degli uccelli da antenati teropodi celurosauri ha sempre rappresentato
uno dei più grandi ed affascinanti misteri dell'evoluzione. In pieno
dibattito fra sostenitori ed oppositori delle teorie di Darwin, venne
trovata nel 1860 in Baviera la prima penna fossile e, poco dopo, lo
scheletro dell'animale al quale tale penna era verosimilmente
appartenuta. Si trattava del celeberrimo Archaeopteryx, risalente al
tardo Giurassico e lungamente considerato quale membro più arcaico della
classe Aves. Tale gruppo monofiletico è qualificato dalla presenza di
penne omologhe a quelle degli uccelli attuali, tali da permettere
all'animale di volare. La struttura scheletrica dell'Archaeopteryx,
provvisto di coda ossea e privo di becco, fornisce, già di per sé,
un'evidente prova del fatto che gli Uccelli discendono da un antenato
appartenente ai dinosauri, anche se al tempo di Darwin gli scienziati
non furono ancora in grado di stabilire tale collegamento; solo il fido
darwiniano Th. Huxley mise in relazione lo scheletro di alcuni dinosauri
carnivori (teropodi) con quello degli Uccelli, considerandoli, però,
soltanto dei lontani cugini. Il dromeosauride Cryptovolans era capace di
volo attivo, uno sterno simile a quello degli uccelli attuali e costole
con processi uncinati, il che lo faceva più simile a un uccello
dell'Archaeopteryx, che mancava di queste caratteristiche. Dopo il
ritrovamento di Cryptovolans, alcuni studiosi hanno addirittura avanzato
l'ipotesi che i dromeosauri fossero uccelli a tutti gli effetti, i cui
membri di taglia maggiore erano inetti al volo. Altre scuole di pensiero
vorrebbero gli uccelli ed i Maniraptora discendenti dei primi arcosauri
come il Longisquama.
Recenti esami filogenetici hanno dimostrato che gli uccelli sono più
strettamente imparentati coi dinosauri di quanto si pensasse, tanto da
ritenere opportuno piazzarli nella clade dei teropodi (che fanno parte
dei saurischi -fianchi da lucertola-, quindi meno simili agli uccelli
degli ornitischi -fianchi da uccello-), dove assieme all'ordine dei
Crocodilia costituirebbero gli ultimi membri esistenti della clade
Archosauria.
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