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caccia in Argentina
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La superficie del paese è di 2.780.092 km 2 ; è il
secondo paese dell'America meridionale, per estensione, dopo il
Brasile. Con le isole dell'Atlantico meridionale, una parte
dell'Antartide e le isole Falkland (che sono rivendicate
dall'Argentina) l'estensione territoriale del paese raggiunge i
2.808.602 km 2 . Il suo litorale ha un'estensione di 2665 km. La
calda e umida regione del Nord-Est possiede una vegetazione di tipo
tropicale, con piante come la palma e il guaiacum. Nel Chaco la
vegetazione predominante è quella cespugliosa della savana. Nella
Pampa prevalgono le graminacee e, come anche in gran parte della
Patagonia, sono assenti le specie arboree, fatta eccezione per le
specie importate e resistenti alla siccità, come l’eucalipto,
l’acacia e il sicomoro. Anche la Patagonia presenta una vegetazione
prevalentemente erbacea e arbustiva. Nelle Ande Patagoniche e nella
Terra del Fuoco sono diffuse le conifere (come l’abete, il cipresso,
il pino e il cedro) e le lauracee. Nell’arida regione andina del
Nord-Ovest argentino, predominano le piante spinose come il
cactus.Tra i mammiferi presenti si trovano diverse specie di scimmie,
il giaguaro, il puma, l’ocelot, il formichiere, il tapiro, il pecari
e il procione. Ricca anche l’avifauna, con specie come il
fenicottero e diverse specie di pappagalli e colibrì. Nella Pampa
vivono l’armadillo, la volpe, la martora, la lince, la lepre, il
cervo, lo struzzo americano, il falco, l’airone, il piviere e la
pernice. Alcuni di questi animali si possono trovare anche in
Patagonia. Nelle fredde regioni andine sono caratteristici il lama,
la vigogna, il guanaco, l’alpaca e il condor. Lungo le coste
dell’estremità meridionale dell’Argentina e nella Terra del Fuoco
sono presenti alcune specie di pinguini, tra cui il pinguino
reale.La zona di Entre Rios è preferita per cacciare colombi,
tortore, anatre e beccaccini. L’attività venatoria agli acquatici e
beccaccini è svolta in laghi di natura piovana e immense risaie; per
tortore, colombi e pernici essa spazia tra campi di granoturco
tagliato e praterie.
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caccia in Spagna
La vegetazione è per la maggior parte di tipo
mediterraneo, con querce verdi, querce da sughero, arbusti, cespugli
spinosi e anche piante aromatiche (rosmarino, timo, lavanda...),
senza dimenticare i pini marittimi sul litorale.Sulle cime dei
Pirenei si trova una vegetazione di tipo alpino (muschi, piante
basse e licheni), ma sui pendii delle montagne e delle sierre,
predominano le conifere (abeti e pini neri) e gli alberi
frondosi.Sulle pianure e sul litorale, le steppe si alternano alle
palme nane delle coste vicine a Lleida. Nella zona di Aragona, la
vegetazione arida si alterna a zone umide. In cambio, a sud di
Valencia e di Murcia, dominano l'alfa e i cespugli radi, ma si
possono trovare anche piante più esotiche, come l'aloe o il fico di
Barberia. Gli appassionati di ornitologia visiteranno il delta
dell'Ebro, che accoglie fenicotteri rosa, cormorani o aironi.
Potrete anche osservare gru e anatre nel resto della Spagna del nord
e della Catalogna. Capre selvatiche, camosci, marmotte e grandi
rapaci vivono tuttora nei Pirenei. Orsi, tritoni e galli della
brughiera sono rari, ma si trovano ancora negli spazi naturali
protetti.La caccia viene praticata prevalentemente al cinghiale,al cervo,al
capriolo,al tordo,alla beccaccia,lepri ,conigli selvatico,pernici.
caccia in Romania ![]()
Boschi e foreste coprono il 26,7% della superficie del paese. I
Carpazi e la Transilvania costituiscono una ricca riserva forestale,
con piante caducifoglie sui versanti (betulle, faggi, querce) e
foreste di conifere (pini e abeti) alle alte quote.Molte sono le
specie animali che vivono nel paese, concentrate in particolar mondo
nei Carpazi e nel delta del Danubio. Nelle regioni montuose sono
diffusi il lupo, la lince, la volpe, l’orso, il cinghiale, il
camoscio, lo scoiattolo e il cerbiatto. Il delta del Danubio, punto
di sosta per numerosi uccelli migratori e oasi faunistica di
rilevanza mondiale, ospita, tra le altre, una delle più grandi
colonie di pellicani d’Europa. Le acque del paese abbondano di pesci,
tra i quali la carpa, lo storione, il salmone e l’anguilla. I tipi
di caccia soddisfano sia i cacciatori da capanno, con allodole,
cesene, tortore, colombi e oche; sia gli amanti della caccia con il
cane, con quaglie, beccacce, starne autoctone e beccaccini in risaia.
Inoltre battute per grossa selvaggina come, cervo, orso,
cinghiale e capriolo.
caccia in Serbia ![]()
La superficie della Serbia spazia dalla ricca e
fertile pianura della regione settentrionale della Vojvodina (con
l'eccezione di Deliblatska Peščara, chiamata anche l'ultimo deserto
in Europa), ai territori di calcare dell'est e all'antiche montagne
e colline della regione meridionale. Il nord del Paese è dominato
dal fiume Danubio, che percorre 588 dei suoi 2783 chilometri lungo
il territorio serbo. La Morava, un fiume tributario, scorre invece
lungo le regioni meridionali maggiormente montagnose.Il 55% del
territorio serbo è reppresentato da superfici coltivate, mentre il
27% è coperto da foreste.Il clima serbo varia da un clima
continentale nel nord del Paese, con inverni freddi e estati umide e
calde, con una serie di precipitazioni ben distribuite nel corso
dell'anno, ad un clima maggiormente adriatico nel sud con estati
calde ed asciutte, inverni relativamente freddi con pesanti nevicate
interne.Nella regione sono presenti, tra gli altri, l’orso bruno, il
lupo e il cinghiale. Uccelli rapaci come il falco, l’aquila e
l’avvoltoio abitano le regioni montuose.LA caccia e adibita
sopratutto a: coturnice,oca selvatica,germano
reale,colombaccio,quaglia,folaga,starna,fagiano,gallo
cedrone,beccaccia,tortora,capriolo,daino,cervo,gatto
selvatico,lepre,muflone,volpe,camoscio e cingiale.
caccia in Macedonia ![]()
La superficie totale è pari a 25.333 km² (poco più grande del
Piemonte) di cui 477 km² sono acque interne.Il terreno della
Macedonia è prevalentemente aspro e accidentato, soprattutto nella
parte settentrionale e occidentale del paese dove i rilievi superano
i 2.500 m s.l.m. (catena del Šar-planina e poco a sud-ovest il monte
Korab 2.747 m s.l.m.) ed i Monti Rodopi intorno alla valle del fiume
Vardar.La Repubblica di Macedonia ha anche montagne scenografiche.
Esse appartengono a due differenti catene montuose: la Catena Dinara
e la Rodopska. Le montagne della Catena Dinara sono più antiche con
segni di prolungata erosione; la Catena Rodopska è più giovane, più
accidentata con scenari alpini.Muovendosi verso sud le vallati
fluviali si fanno più ampie e diminuiscono gradualmente di altezza
prestandosi a diverse tipologia di colture che hanno avuto un
recente rilancio con la massiccia immigrazione di popolazione dalla
Serbia e dal Montenegro. Le colture che meglio si adattano al regime
delle piogge sono il cotone e il tabacco, molto diffusi sono anche i
pascoli sfruttati stagionalmente nella transumanza.La fauna di
montagna è essenzialmente riunita nei tre parchi nazionali: quello
della montagna Galicica, che separa le valli di Ocrida e di Prespa,
quello di Mavrovo, sul versante della Bistra, e quello di Pelister.
Questi parchi sono l'habitat di capre selvatiche, lupi, orsi, cervi,
volpi e cinghiali.A seconda dei periodi è possibile cacciare, sempre
con i propri cani, le quaglie in abbinato alle tortore ,le coturnici
e la starna selvatica.
caccia in Scozia ![]()
La Scozia ha una superficie di 78.764 km2. Si
estende fra le latitudini di Bergen (Norvegia) a N e Flensburg, in
Germania sul confine danese, a S. A S il confine con l'Inghilterra,
unico confine terrestre, va da Gretna Green a W a Berwick upon Tweed
a E. A N e a W è bagnata dall'Oceano Atlantico, a E dal Mare del
Nord. La lunghezza massima del paese – tra Cape Wrath e Mull of
Galloway – misura 360 km, la larghezza massima – tra Adnamurchan
Point a W e Peterhead a E – 225 km. Dal punto di vista fisico si può
dividere la Scozia in tre parti: le Highlands, le Lowlands e le
Uplands. Il clima delle Isole Britanniche subisce fortemente
l'influsso della presenza dell'oceano, particolarmente nelle zone
occidentali. A causa delle basse pressioni atlantiche la media delle
precipitazioni è piuttosto elevata. Ma, per effetto della Corrente
del Golfo, il clima è piuttosto mite e uniforme in relazione alla
latitudine. A Edimburgo la temperatura media annuale oscilla intorno
ai 10°C (3-4°C d'inverno, 14-16°C d'estate).Il cardo è il simbolo
della Scozia. Assieme a felci e erica è presente un po’ dovunque. Le
Lowlands sono ricche di ginestre e hanno una vegetazione simile a
quella del Continente. Lungo la costa occidentale abbondano fuchsie,
rododendri e azalee, nelle Highlands erica e felci. Sui Grampiani la
flora è di tipo alpino.La fauna in Scozia registra la presenza di
animali assenti nel resto d'Europa: il topo di Rhum, la pecora
selvatica soay, gli uccelli di St. Kilda. Le scogliere sono un
paradiso per varie specie di uccelli. Nelle zone acquitrinose vive
la gallina di palude (grouse). La caccia ai colombacci è praticata
sui campi coltivati e vive i suoi momenti migliori durante i periodi
della semina (marzo-aprile) e del raccolto (luglio- agosto). A
partire dalla metà di novembre numerosi contingenti di beccacce,
provenienti dall’Islanda e dalla Scandinavia, popolano i boschi
scozzesi. Qui l'assenza di gelate e la rinomata umidità del clima
garantiscono il mantenimento delle condizioni alimentari necessarie
al loro svernamento.La ricchezza faunistica di questa terra consente
inoltre di praticare con incredibili risultati la caccia al cervo e
al capriolo oltre alle battute di caccia a fagiani e lepri.
caccia a Montenegro ![]()
Il Montenegro è una regione montuosa costituita da
alte montagne lungo i confini della Serbia meridionale e l'Albania,
da un segmento del carso situato ad ovest della penisola balcanica e
da una stretta costa pianeggiante di solo 4 chilometri. La pianura
si ferma a nord, dove i fiumi di Lovcen e Orjen confluiscono nelle
bocche di Cattaro.La vasta regione del carso montenegrino è situata
ad una altitudine media di 1.000 metri sopra il livello del mare,
raggiungendo sul monte Orjen i 1894 metri, che è il più alto
massiccio della catena. Il punto più basso della regione carsica è
la valle del fiume Zeta situata a circa 500 m sul livello del
mare.Le montagne del Montenegro si includono tra i più aspri
territori europei, che si elevano in media a più di 2.000 metri. Uno
delle cime più famose è il Bobotov Kuk appartenente alla catena del
Durmitor, che raggiunge un'altezza di 2.522 metri. Le montagne
montenegrine furono soggette a profonde erosioni durante l'ultimo
periodo di era glaciale.Il clima è continentale con inverni freddi
ed estati calde.Il massiccio di Durmitor è caratterizzato da una
grande biodiversità, riconducibile alla varietà di ecosistemi.
Persino gli insetti sono interessanti: rare specie di formiche,
scarafaggi e farfalle popolano la sue foreste. Mentre i laghi sono
stati popolati dall’uomo con pesci appartenenti alla fauna locale,
il fiume Tara presenta 8 specie autoctone: le acque pure e
cristalline di montagna rappresentano un ecosistema ideale per la
riproduzione e la sopravvivenza di molti pesci. Molto interessanti
anche i rettili e gli anfibi: ci sono circa 26 specie diverse, circa
la metà del totale delle specie dell’intera penisola balcanica.
Aquile, orsi bruni e lupi,ormai rarissimi in Europa, completano il
quadro di una fauna ricchissima, che testimonia come questa regione
sia rimasta pressoché incontaminata.Il Montenegro rappresenta una
delle maggiori vie di migrazione delle Beccacce, questi splendidi
selvatici provenienti da nord-est cominciano a scendere verso la
costa montenegrina all'arrivo dei primi freddi sui Balcani, qui
infatti trovano un clima più mite, temperato dall'influenza del mare,
che consente loro di trovare le condizioni alimentari necessarie
allo svernamento. Dalla metà di Novembre a tutto Febbraio è
possibile cacciare le “regine del bosco” che copiose frequentano
queste zone. Oltre all'incredibile presenza di beccacce a Settembre
il Montenegro è letteralmente invaso da migliaia di Quaglie. Qui
infatti le quaglie “Settembrine”, provenienti dalle zone di
riproduzione dell'est europa, si uniscono alle sorelle che si erano
fermate in questi luoghi per la cova estiva e si preparano insieme
per la traversata del mediterraneo che le porterà nei paesi di
svernamento. In questa occasione si radunano con incredibile
concentrazione nelle strette pianure incolte antistanti il mare e
negli altopiani in collina garantendo memorabili cacciate. A Marzo,
quando da noi la caccia è ormai chiusa, si ha inoltre la possibilità
di cacciare le Marzaiole e i trampolieri di ripasso, la posizione
geografica di questa destinazione ne fa infatti una delle naturali
porte d'accesso e luogo di sosta per questi animali che risalgono
l'Adriatico.
caccia in Albania ![]()
La vegetazione è caratterizzata da specie tipiche della flora mediterranea lungo la costa, dove crescono ulivi e e agrumi. Il territorio interno è invece prevalentemente occupato da foreste di latifoglie – querce (Quercus macedonica) e carpini (Carpinus betulus) che, a quote più elevate, lasciano posto ai faggi (Fagus silvatica) – e conifere, che coprono circa il 27,6% (2005) della superficie del paese. La vita animale è ricchissima e nelle riseve si proteggono orsi bruni, lupi, linci e cinghiali. Gli aironi, i cigni, e i pellicani fanno scalo nelle lagune che fiancheggiano la costa. La riserva più bella è quella di Karavasta, nei pressi della città di di Dijvaka, mentre quella più accessibile è Llagora, sulla Riviera.le cacce predilette sono quelle alle anatre,e nel mese di mazo alle marzaiole di ripasso.Gli appostamenti si dividono tra una laguna adiacente il mare, che si snoda riparata sotto la montanga, e una vasta palude dove i chiari nei canneti si alternano a specchi d'acqua aperti. Nelle zone antistanti a quelle destinate alla caccia agli anatidi, si estendono vaste radure allagate vero paradiso per la caccia ai beccaccini e nelle pianure vicine alla costa nel mese di Ottobre si cacciano le allodole con risultati impressionanti.
caccia in Irlanda ![]()
Fino al medioevo l'Irlanda era ricoperta da
foreste di querce, pini, faggi e betulle; ad oggi esse coprono il 9%
del territorio. A causa del suo clima mite e temperato molte specie
di piante subtropicali trovano le condizioni adatte per sopravvivere,
come ad esempio le Arecaceae. La maggior parte del territorio è ora
utilizzato come pascolo per l'allevamento, ma si possono trovare
molte piante selvatiche; ad esempio la ginestra comune, che si trova
comunemente coltivando le zone più montuose, mentre le felci sono
frequenti nei luoghi più umidi, specialmente nelle parti
dell'Irlanda occidentale. L'Irlanda costituisce l'habitat per
numerose specie di piante in generale e alcune di esse si trovano
solo in questa parte dell'isola.Per quanto riguarda la flora marina,
le alghe sono diffuse, e trovano nell'isola un clima di tipo
temperato-freddo. Le varie specie sono: Rhodophyta: 264;
Heterokontophyta: 152; Chloropyta: 114; Cyanophyta: 31, dando come
totale 574. L'isola è stata invasa da certe specie di alghe, alcune
delle quali ora si sono ambientate molto bene: Asparagopsis armara;
Colpomenia peregrina, ora abbondante fu scoperta sull'isola negli
anni '30; Sargassum muticum, ora ambientata in Strangford Lough;
Codium fragile ssp. atlanticum e Codium fragile ssp. tomentosum,
entrambe le sottospecie sono ora bene ambientate.Solo 31 sono le
specie di mammiferi originarie dell'Irlanda, proprio a causa della
sua nascita a ridosso della ultima glaciazione, quando il livello
del mare si alzò e separò l'Irlanda dal resto dell'Europa. Alcune
specie come la volpe rossa, il riccio, l'ermellino e il tasso sono
molto comuni, mentre delle altre, come il cervo europeo, la lepre
artica e la martora, lo sono meno e possono essere viste quasi
solamente in parchi naturali o riserve sparse per l'isola. Alcune
specie che sono state introdotte si sono perfettamente ambientate,
ad esempio il coniglio, ed il topo domestico. Vedi Lista dei
mammiferi irlandesi.Sulle coste irlandesi si può trovare anche il
tricheco, Odobenus rosmarus. Il primo caso di avvistamento di un
tricheco in Irlanda risale al 1897.24 specie di cetacei sono state
avvistate nelle acque irlandesi, come balene e delfini: la
Balenottera minore Balaenoptera acutorostrata, la Megattera
Megaptera novaeangliae, il Monoplodonte di Sowerby Mesoplodon bidens,
il Capodoglio Physeter catodon, la Focena comune Phocoena phocoena,
il Globicefalo Globicephala melaena, l'Orca Orcinus orca, il
Lagenorinco rostrobianco Lagenorhynchus albirostris, il Lagenorinco
acuto Lagenorhynchus acutus, il Grampo Grampus griseus, la Stenella
striata Stenella coeruleoalba, il Delfino comune Delphinus delphis,
il Tursiope Tursiops truncatus.Le specie che si sono estinte
sull'isola sono il lupo, il Cervo gigante, il castoro, l'orso, il
gatto selvatico, l'alca impenne ed alcune razze di animali
d'allevamento nativi dell'isola.In Irlanda sono state avvistate
circa 400 specie di uccelli, di cui molte sono migratorie. Si
possono vedere per esempio gli uccelli artici, che arrivano in
inverno, e le rondini che arrivano d'estate dall'Africa per
riprodursi. L'Irlanda possiede ioltre una ricca avifauna marina, che
si stabilisce in grandi e diffuse colonie di uccelli acquatici lungo
le sue coste, come quelle nelle Saltee islands, nelle Skellig
Michael e nelle Copeland islands. Degna di nota è anche la presenza
delle aquile reali che sono state reintrodotte sul territorio dopo
il rischio di estinzione.Non ci sono serpenti nativi in Irlanda, e
solo un rettile lo è, la lucertola comune. La lucertola sembra avere
una distribuzione uniforme e ampia su tutto il territorio nazionale,
in zona costiere, paludose e montagnose, dando luogo a molti
avvistamenti. Per quanto riguarda gli anfibi, tre sono quelli
avvistati, la rana comune, il tritone comune e una specie di bufo:
il Bufo calamita. Esiste un dibattito a proposito della possibilità
che la rana sia nativa, dato che alcuni documenti sostengono che
essa sia stata introdotta sull'isola nel XVIII secolo. Il Bufo si
può avvistare solo in pochi luoghi localizzati nella contea di Kerry
e nella parte occidentale della contea di Cork. Certe specie di
tartaruga marina appaiono regolarmente al largo delle coste
sud-occidentali, ma non vengono a riva quasi mai.Alcune delle specie
non native dell'isola sono state introdotte accidentalmente durante
gli approdi delle navi. Altre invece sono state deliberatamente
introdotte dall'uomo; è il caso del Calyptraea chinensis, un
gasteropode. Questa specie è stata avvistata per la prima volta a
Clew Bay nel 1963. Durante il 1980-81 vennero fatte un totale di 121
retate nell'Irishlyre Harbour, e vennero trovati centinaia di questi
gasteropodi.In Irlanda la caccia é adibita a
beccacce,beccaccini,colombacci e conigli selvatici.
caccia in Ungheria ![]()
Nella regione del Transdanubio e degli altipiani
crescono soprattutto querce, tigli, faggi e altre latifoglie. In
molte zone dell’Alföld si estende la puszta, caratteristica steppa
ungherese, rifugio di molte specie di uccelli migratori tra i quali
l’airone, la gru e la cicogna. Il cervo e il cinghiale abbondano
nelle foreste alle alte quote, mentre la lepre la pernice e il
fagiano sono diffusi nelle pianure. Tra i pesci d’acqua dolce si
trovano il luccio, la carpa e l’abramide.La caccia é adibita
a:fagiano ,anatra selvatica,anatra
semiselvatica,starna,folaga,tortora bianca,colombaccio,lepre,oca,
volpe,cervo,capriolo,daino,muflone e cinghiale.
caccia in Ucraina
![]()
Da nord a sud si susseguono quattro fasce di
vegetazione: la foresta – in cui, a seconda delle aree, prevale il
tiglio, la quercia, il pino o il peccio –, la steppa boscosa, la
steppa erbosa e la macchia mediterranea. Le aree forestali ricoprono
il 15,9% del territorio (2005), protetto appena per il 3,4% (2007).
Importante per la salvaguardia di flora e fauna delle zone umide
della Polesia è il Parco nazionale Sac’kij Prirodnij, di 82.500
ettari, istituito nel 1983. L’eliminazione di aree boschive, attuata
per ricavare terreni da destinare a usi agricoli, ha determinato la
scomparsa di molta fauna originaria del paese, tra cui il bisonte
europeo e il cavallo selvatico. In alcune aree sovravvivono
mammiferi come il muflone, il cervo, il lupo, il cinghiale selvatico,
il topo muschiato, il castoro, la martora, oltre a volatili quali
l’avvoltoio, l’aquila e l’airone.la caccia é adibita per lo più
a:beccaccia,starna,anatra,
oca,beccaccino,quaglia,colombaccio,fagiano,capriolo,cervo,alce,lupo,cinghiale,lepre
e muflone.
caccia in Bulgaria
![]()
Circa un terzo del territorio bulgaro è
coperto da foreste, perlopiù di conifere, in particolar modo nella
catena dei Balcani, estremamente boscosa. Sul massiccio dei Rodopi
crescono anche faggi e querce. La fauna selvatica (orso, lupo, volpe,
alce, gatto selvatico) popola le zone montuose del paese. la caccia
é adibita a: cervo
nobile,daino,capriolo,muflone,cinghiale,camoscio,orso,gallo
cedrone,lepre,fagiano,anatra,oca,starna,quaglia,beccaccia,coturnice
e tortora.
caccia in Marocco ![]()
La forma di vegetazione dominante in Marocco è la
steppa arbustiva, caratterizzata dalla presenza di specie erbacee e
graminacee, mentre nelle regioni costiere il clima ha favorito lo
sviluppo della macchia mediterranea. Sui versanti dei rilievi, a
quote elevate, crescono boschi di pini, querce e, ad altitudini
inferiori, querce da sughero. Sui bassi versanti meridionali
dell'Antiatlante ha inizio una vegetazione di tipo desertico. La
fauna selvatica comprende specie europee e africane; tra le prime si
annoverano la volpe, il coniglio, il cinghiale, la lontra e lo
scoiattolo; le seconde sono rappresentate principalmente dalla
gazzella, dal babbuino, dalla capra selvatica, dalla vipera. la
caccia privileggiante in marocco e quella al
tordo,cinghiale,quaglia,pernice,beccaccino,tortora.
caccia in Africa ![]()
La vegetazione africana può essere classificata in base alle zone
climatiche. La zona climatica della foresta pluviale, dove la media
annua della piovosità supera i 1.270 mm, presenta un fitto manto
superficiale di arbusti, felci e muschi, piante sempreverdi, palme
da olio e numerose specie di alberi dal legno duro. La varietà delle
specie è elevatissima: ne sono state contate sino a 10.000. Alcuni
alberi si sviluppano in altezza sino a 60 metri. Sui rilievi del
Camerun, dell’Angola, dell’Africa orientale e di alcune regioni
etiopiche crescono foreste di palme da olio, alberi dal legno duro,
specie varie di acacie. Una zona di savana arborata, con una
piovosità annua da 890 a 1.400 mm, rappresenta il passaggio dalla
foresta sempreverde alle savane; vi crescono, oltre a varie specie
di acacie, baobab, euforbie, piante erbacee e arbustive, alberi
decidui e leguminose. Nella zona della savana formata da praterie,
con una piovosità annua variabile da 500 a 890 mm, dove il numero
delle specie diminuisce per le difficoltà imposte dalla lunga
stagione secca, crescono piante erbacee, arbusti e bassi alberi
decidui. La zona successiva della macchia spinosa, con una piovosità
annua variabile da 300 a 510 mm, associa una vegetazione più rada di
arbusti, piante grasse e semigrasse. La zona della macchia
subdesertica, con una piovosità annua variabile da 130 a 300 mm,
presenta un manto erbaceo e bassi arbusti sparsi.
La zona desertica infine, situata in aree in cui la piovosità annua è inferiore a 130 mm, è caratterizzata da una vegetazione sparsa e, a tratti, del tutto assente. In Africa si possono distinguere due grandi zone faunistiche: la zona settentrionale e nordoccidentale, comprendente il Sahara, e la zona etiopica, comprendente tutta l’Africa subsahariana. La prima è caratterizzata da una fauna simile a quella del continente euroasiatico, comprendente animali addomesticati dall’uomo come la pecora, la capra, il cavallo e il dromedario. Tra le specie selvatiche si annoverano la pecora berbera, il cervo africano e due specie di stambecco originarie della costa africana settentrionale. Nel Sahara vive la volpe del deserto (fennec), oltre alla gazzella e al topo delle piramidi. La zona etiopica è famosa per la sua grande varietà di animali e uccelli, molti dei quali sono oggi in pericolo di estinzione. Le aree boscose e le praterie costituiscono l’habitat tradizionale di numerose specie di mammiferi, tra cui molti erbivori, come l’antilope e la gazzella, la zebra, la giraffa, il bufalo, l’elefante, il rinoceronte ecc., oltre a diverse specie di scimmie. Fra i carnivori, che vivono predando erbivori, ci sono il leone, il leopardo, il ghepardo, la iena, lo sciacallo e la mangusta. I fiumi costituiscono l’habitat dell’ippopotamo. Nelle foreste pluviali dell’Africa equatoriale vivono il gorilla e altre specie di scimmie, lo scoiattolo volante, il pipistrello e i lemuri. Molti di questi animali, in particolare elefanti, rinoceronti, leopardi, leoni e gorilla, oggi si trovano solamente in speciali riserve faunistiche, dove però risulta difficile il mantenimento degli equilibri originari. Gran parte dell’avifauna è quella presente anche in Europa. Fra la selvaggina pennuta la specie più diffusa è la faraona. Gli uccelli acquatici, in particolare il pellicano, l’airone gigante, il fenicottero, la cicogna e l’egretta, formano colonie molto numerose. L’ibis è comune nella regione del Nilo, mentre lo struzzo vive nell’Africa orientale e meridionale. Tra i rettili, perlopiù di origine eurasiatica, si annoverano la lucertola, il coccodrillo e la tartaruga. Serpenti velenosi, fra i quali il mamba, si trovano in tutta la zona etiopica. Il pitone vive perlopiù in Africa occidentale, il boa constrictor si trova soltanto in Madagascar, dove sono presenti molte specie uniche al mondo. In Africa abbondano i pesci d’acqua dolce, con oltre duemila specie conosciute. Il continente è la dimora di numerosi insetti nocivi, in particolare zanzare, formiche, termiti, locuste e mosche tse-tse che trasmettono la malattia del sonno a uomini e animali. La caccia e rivolta a : Bufalo, Antilope alcina, Zebra, Cudù (maggiore e del Capo), Gnu nero, Gnu blu, Orice, Nyala, Antilope nera, Antilope roana, Giraffa , Cobo,Damalisco, Tragelafo, Alcefalo rosso, Antilope saltante nera, Antilope saltante del Capo, Antilope saltante bianca, Tsessebe, Letchwe, Cervicapra di montagna, Impala, Damalisco dalla fronte bianca ,Raficero del Capo,Cefalofo grigio, Cefalofo blu, Cefalofo rosso, Raficero, Antilope saltarupe, Struzzo, Babbuino, Scimmia vervet, Facocero, Sciacallo, Lince africana ,il Leone, il Leopardo, il Rinoceronte, l’Ippopotamo, l’Elefante e, naturalmente, l’imprevedibile e difficile Bufalo del Capo.
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